Bitcoin Dominance: un riassunto di cosa è successo

Bitcoin sta dominando il mercato. Nell’ultima settimana il suo valore ha subito un aumento di più 1000$ che lo hanno portato a controllare più del 70% del mercato complessivo delle criptovalute.

Bitcoin domina il mercato

Dopo il rialzo del prezzo avvenuto nella giornata di ieri, la capitalizzazione di mercato di Bitcoin ha superato il 70% del valore totale delle criptovalute. L’ultima volta che il mercato si trovava in questa situazione era Marzo 2017, quando un bitcoin valeva “appena” $1.000 dollari.

Fonte: coinmarketcap.com

La “dominance” è calcolata facendo il rapporto tra il valore della capitalizzazione di mercato di Bitcoin e il valore della capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute.

Questa informazione ci permette di avere un’idea generale su come si sta comportando il mercato. Come possiamo vedere dal grafico, nonostante Bitcoin sia la criptovaluta dominante, la sua posizione ha subito alcune variazioni lungo la strada. Fino a Febbraio 2017, la dominance era superiore all'85% ma, con il boom delle ICO, il dominio di Bitcoin è sceso fino al 33% a gennaio 2018.

Tuttavia sembra essere stato un passaggio temporaneo. Il 2018 è stato l’anno della verità per tutti i progetti lanciati nel 2017. La maggior parte delle ICO non è riuscita a creare un prodotto utilizzabile e anche quelle che sono ancora in piedi mancano di utilizzo. Il mercato ha quindi reagito di conseguenza. A partire da Gennaio dello scorso anno, la dominance di Bitcoin è in costante aumento e solamente negli ultimi tre mesi è aumentata di oltre il 35 percento, passando dal 51 percento al 70 percento. Tuttavia, secondo una ricerca fatta da Arcane Research, la Bitcoin Dominance sarebbe ancora più elevata in quanto bisogna tenere conto di altre variabili fondamentali come la liquidità. La liquidità è una variabile fondamentale in quanto la capitalizzazione di mercato è manipolabile attraverso la creazione di nuove criptovalute (cosa che avviene giornalmente) e tiene in considerazione tutti quei token che hanno una capitalizzazione di mercato ridicola senza alcun volume di scambio. Secondo la ricerca, la Bitcoin Dominance raggiunge più del 90% se si tiene conto della liquidità.

La crescita della Dominance riflette anche l’aumento del prezzo di Bitcoin che nell’ultima settimana è passato da un minimo di $9400 dollari ad un massimo di $10.700 dollari, consolidando la soglia psicologica dei $10.000.  I volumi sono cresciuti considerevolmente dall'inizio del mese, passando da $ 11 miliardi a $ 16,7 miliardi negli ultimi tre giorni.

Fonte: https://bitinfocharts.com/comparison/bitcoin-hashrate.html

Anche lo stato di sicurezza di Bitcoin determinato dal suo hash rate si trova in una condizione ottimale. Nella giornata di Martedì, l’hash rate di Bitcoin ha raggiunto il valore di 87,8 quintilioni di hash al secondo (87,8 milioni di terahash al secondo - TH / s). Questa cifra rappresenta un aumento del 25 percento della potenza di calcolo distribuita sulla blockchain Bitcoin nell'arco di una settimana. La continua crescita di questo valore, insieme ad altre metriche come difficoltà, numero di indirizzi attivi e miner, dimostrano come Bitcoin stia migliorando anche da un punto di vista tecnologico.

Scendono in campo le istituzioni

La crescita del 2019 sembra principalmente data dall’appetito degli investitori istituzionali. A metà Agosto è stato finalmente confermato il lancio di Bakkt, una piattaforma che permetterà la custodia e la consegna  di contratti futures su bitcoin giornalieri e mensili consegnati fisicamente, in collaborazione con ICE Futures U.S. e ICE Clear US. Bakkt è stato ampiamente considerato un segnale positivo per bitcoin poiché potrebbe aiutare a facilitare il flusso di denaro istituzionale nel mercato. Sempre dal punto di vista istituzionale, sembrerebbe esserci stata una svolta per quanto riguarda gli ETF su bitcoin. Van Eck Securities Corp. e SolidX Management LLC hanno trovato un escamotage per aggirare l’approvazione della SEC sfruttando la norma 144A, che limita però la vendita a determinati acquirenti istituzionali. Di fatto quindi questi strumenti non saranno dei veri e propri ETF ma sono molto più simili a degli strumenti esistenti come ad esempio il Greyscale Bitcoin Trust (GBTC) offerto da Grayscale Investments, LLC.

Tuttavia, pur non essendo un ETF vero e proprio, lo sviluppo di questi strumenti sono necessari per migliorare l’infrastruttura e la liquidità del mercato, solidificando le basi che permetteranno di sostenere il prossimo boom.

Qualora la prossima bull run dovesse essere guidata da investitori istituzionali la capitalizzazione di mercato potrebbe letteralmente prendere il volo e portare Bitcoin su un piano di riferimento completamente diverso. Se ora i principali paragoni vengono fatti tra Bitcoin e Altcoin, grazie agli investimenti da parte di clienti istituzionali (i quali concentreranno i loro investimenti sull’unico asset veramente sicuro e affidabile), i nuovi competitori di riferimento a Bitcoin non sarebbero più gli Altcoin ma bensì le valute nazionali. Secondo un grafico pubblicato da Crypto Voices il 18 giugno 2019, Bitcoin è ora l'ottava valuta più grande al mondo per base monetaria (dati registrati nel primo trimestre del 2019).

 

 

 

 

 

 


L'Appetibilità di Bitcoin nel Mercato delle Obbligazioni a Rendimento Negativo

L’ammontare delle obbligazioni a tasso interesse negativo ha superato i 17 trilioni di dollari secondo quanto riportato da Bloomberg. Secondo questo dato, il 30% delle obbligazioni disponibili sui mercati finanziari hanno infatti un rendimento negativo. In altre parole il creditore sta effettivamente pagando il debitore per avere l’onere finanziario del debito. Gli investitori che compreranno quel titolo avranno perciò la certezza matematica che alla scadenza il loro ritorno sarà negativo, incassando meno capitale di quello che avevano investito inizialmente.

 

Il crescere delle obbligazioni a tasso inferiore a zero ha infatti sollevato molte perplessità e il conseguente fantasma di una effettiva bolla sui bond.
Non sono solo le obbligazioni statali a toccare il segno negativo, ma anche le obbligazioni private garantite da grandi industrie. Un esempio emblematico è il caso recente di Siemens AG: la multinazionale tedesca attiva nel settore della tecnologia, mobilità e servizi ha infatti venduto l’obbligazione con il tasso più negativo mai fatto registrare nella storia dei mercati finanziari; ma la vera notizia è che il titolo sia andato a ruba, lasciando insoddisfatti alcuni investitori che non sono riusciti ad accaparrarselo. Secondo quanto riportato dalla news, questo genere di obbligazioni a breve-termine continuano a rimanere l’alternativa “meno peggiore” per gli investitori istituzionali.

Uno scenario che rasenta il surreale e dovrebbe allarmare sia gli investitori privati che gli istituzionali sulle falle dell’attuale sistema monetario.

 

 

L’aumento delle obbligazioni a rendimento negativo è senz’altro un sintomo di indebolimento dell’economia globale. L’invertirsi della curva dei rendimenti, da positivi a negativi, ha sempre correttamente anticipato periodi di recessione negli Stati Uniti dal 1955 ad oggi. Segnali tecnici che, se uniti all’incertezze macroeconomiche della guerra commerciale USA-Cina, possono avere impatti significativi sulla confidenza degli investitori. Così, mentre l’economia globale si indebolisce e ci allarma su una imminente crisi, molti investitori potrebbero trovare in Bitcoin una valida alternativa di mercato. Infatti, al contrario di azioni ed obbligazioni, Bitcoin rimane robustamente in zona 10'000 dollari e con decrescente volatilità.
Ad aumentare l’appetibilità di Bitcoin sono poi il numero crescente di servizi che puntano ad offrire contratti derivati basati proprio sulla valuta digitale. Lo sviluppo di prodotti derivati agevola il superamento delle difficoltà di archiviazione dell’asset digitale e contemporaneamente ne garantiscono una maggiore liquidità. Un altro indicatore dello stato di salute di bitcoin è il costante aumento della difficoltà di mining. Dato che segnala una solidità della rete di pagamento mai vista prima d’ora e che conferma che gli investimenti a supporto del network sono in netta crescita.

Con il fenomeno di Halving in avvicinamento, il consolidarsi del prezzo di scambio e quei 17 trilioni di dollari investiti in obbligazioni in perdita, bitcoin sembra posizionarsi come un’alternativa più che valida agli attuali prodotti finanziari tradizionali.

 


Può Bitcoin Beneficiare della Nuova Politica Monetaria della Federal Reserve?

A partire da luglio 2019, la banca centrale americana ha deciso di attuare una nuova politica monetaria accomodante tagliando di un quarto di punto il tasso d’interesse. Con tale manovra, gli USA puntano ad incrementare gli investimenti a scapito dei risparmi, dando perciò una vera e propria spinta alla propria economia. Con un imminente aumento della liquidità disponibile nel mercato, può Bitcoin beneficiare delle nuove condizioni macroeconomiche?

Nell’ultimo meeting di luglio, la Federal Reserve (Fed) – la banca centrale Americana – aveva tagliato i tassi di interesse di un quarto di punto, portandoli al 2-2,25% dal 2,25-2,50% deciso nel precedente Dicembre. Si tratta della prima manovra simile dal lontano dicembre 2008, momento in cui la Fed dovette reagire all’enorme crisi finanziaria scoppiata a causa della bolla immobiliare sui mutui subprime.

Generalmente, quando una banca centrale taglia i propri tassi d’interesse la moneta nazionale diventa più “economica”. Prendere in prestito dollari sarà perciò meno costoso; al contrario, prestare dollari a banche o istituzioni sarà meno redditizio. Per questo motivo, spesso il taglio dei tassi di interesse si traduce in una maggiore propensione ad investire piuttosto che a depositare i propri risparmi in banca. Si tratta di una manovra studia ad hoc per iniettare liquidità nei mercati e far ripartire l’economia.

Durante periodi economici connotati da una politica monetaria accomodante, come quello che stiamo attraversando appunto da luglio 2019, non sono solo i mercati azionari a beneficiarne ma anche altri asset che fungono da buona riserva di valore. Di questa categoria fanno parte i metalli preziosi come l’oro ma anche le criptovalute, in particolare bitcoin che gode della peculiare scarsità in ambito digitale. Infatti, sebbene bitcoin sia un grande strumento monetario di scambio di valore, molti investitori lo ritengono un incredibile riserva di valore nel lungo termine. Un asset che, se custodito per svariati mesi, ha sempre saputo generare ritorni esorbitanti. In questo scenario bitcoin sembra essere diventato un asset appetibile anche per investitori istituzionali, i quali hanno iniziato a mostrare un crescente interesse già a partire da gennaio 2019.

Donald Trump non è tuttavia soddisfatto dalla misura adottata dalla Fed. Secondo il presidente americano infatti, il taglio dello 0.25% non è sufficiente per garantire agli Stati Uniti una condizione economica predominante specialmente alla luce delle tensioni commerciali con la Cina. Trump ha infatti più volte attaccato pubblicamente Jerome Powell, il presidente della Federal Reserve, chiedendo un intervento maggiore a supporto dell’economia con tagli dei tassi di interesse più accentuati o addirittura quantitative easing.

 

Fonte: https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1156666164732473345

 

Secondo una news pubblicata da CNBC, sono molti gli economisti che si aspettano un taglio più aggressivo dei tassi di interesse entro la fine dell’anno. Addirittura, la nota banca d’affari Americana Morgan Stanley, prevede una serie di nuovi tagli a partire già dai Federal Open Market Committee (FOMC) meeting di settembre e ottobre 2019, per poi continuare per tutto il 2020 fino a portare i tassi di interesse vicini allo zero.

Date le recenti tensioni commerciali con la Cina che non sembrano attenuarsi e le previsioni di una imminente recessione sempre più insistenti, un ulteriore taglio dei tassi di interesse sembra inevitabile.

Con il fenomeno di halving ormai a pochi mesi di distanza e le favorevoli condizioni macroeconomiche imposte dalla Fed e dalla BCE, è plausibile pensare il mercato delle criptovalute possa beneficiarne almeno fino alle fine del 2020.


Bitcoin Mining - Guida introduttiva

Il mining è il processo utilizzato per generare nuovi bitcoin e per confermare e inserire le transazioni all’interno della Blockchain.

Una delle caratteristiche fondamentali di Bitcoin è la decentralizzazione. Bitcoin non è controllato da nessuno, è completamente indipendente da organi centralizzati come governi, banche e altri istituzioni. Non esiste alcuna autorità che può interferire con le transazioni. Quest’ultime sono infatti impossibili da manipolare, è impossibile imporre spese aggiuntive o sottrarre denaro agli utenti contro il loro volere. Inoltre, tutte le transazioni Bitcoin vengono pubblicamente archiviate all’interno di un enorme registro contabile informatico conosciuto con il nome di Blockchain. Ma se questo sistema non è controllato da nessuno, chi decide quanti bitcoin sono in circolazione? In che modo le transazioni vengono verificate e inserite all’interno della Blockchain? Tutto questo è possibile grazie a quel processo che viene identificato con il nome di mining.
In questo articolo cercheremo di chiarire le due funzioni principali del mining, ovvero:

  • Conferma e verifica delle transazioni
  • Generazione di nuovi bitcoin

Conferma e verifica delle transazioni

Prima di incominciare tenete a mente questi due concetti:

  • Quando si effettua un pagamento tramite carta di credito, un’azienda verifica e registra la transazione. Questa terza parte garantisce un sistema efficiente ma basato sulla fiducia che questa azienda svolga il suo compito correttamente. In Bitcoin al contrario non vi è nessuna autorità centrale di controllo e le transazioni vengono verificate e confermate da una parte del Network stesso, creando così un sistema trustless.
  • A differenza delle valute fiduciarie (USD, JPY, EUR ecc.), che vengono stampate dalle banche centrali, Bitcoin non può essere stampato da nessuno. Bitcoin, ha un limite massimo programmato di 21 milioni e la loro emissione è prevedibile.

Per capire come funziona il mining analizzeremo il processo di conferma e verifica di una transazione Bitcoin step by step.

Step 1. Invio di una transazione
Come menzionato precedentemente in Bitcoin non esistono terze parti o autorità centrali che controllano e verificano che le transazioni vengano eseguite in modo corretto.
Ma allora cosa succede quando eseguo una transazione Bitcoin?
Nel momento in cui si decide di inviare bitcoin, la transazione viene trasmessa a tutta la rete tramite il wallet e viene successivamente confermata e inserita nella Blockchain grazie al lavoro svolto dai miners. Invece tutte le transazioni che restano in “attesa di conferma” sono raggruppate in un insieme di transazioni non confermate (pool of unconfirmed transactions).

Step 2.Costituire dei blocchi
I miners quindi selezionano le transazioni ancora in attesa di conferma e le raggruppano in un “blocco”.  Un blocco è formato quindi da un insieme di transazioni (al momento non confermate) e da altri metadati. Ogni miner può selezionare a piacimento le transazioni da includere in un blocco e allo stesso tempo diversi miner possono selezionare le stesse transazioni formando teoricamente blocchi identici.

Step 3. Aggiungere dei blocchi alla Blockchain
Dopo aver creato il loro blocco di transazioni i miner devono riuscire a inserirlo all’interno della Blockchain in modo tale che tutti gli altri partecipanti del Network registrino le transazioni che sono state selezionate dal miner in questione. Per aggiungere il blocco alla Blockchain, i miners, devono trovare un codice segreto per ogni blocco di transazioni creato. Questo codice segreto viene trovato risolvendo un problema matematico molto complesso che è unico per ogni blocco di transazioni, quindi ogni miner lavorerà su un problema diverso, unico per il blocco che hanno costruito.

[Miners: è un nodo speciale della rete Bitcoin che fornisce la sua potenza computazionale per confermare e inserire le transazioni all’interno della Blockchain. Ognuno di noi può essere un miner, l’unica cosa di cui si ha bisogno è del materiale specifico e scaricare il software Bitcoin.]

Come vengono scelte le transazioni?
Prima di aggiungere una transazione al blocco, un miner deve verificare se la transazione è idonea per essere eseguita in base alla cronologia registrata sulla blockchain. Se il saldo del portafoglio del mittente ha fondi sufficienti in base allo storico delle transazioni registrate, la transazione è considerata valida e può essere aggiunta al blocco. Di norma, i miners danno la priorità alle transazioni che hanno un costo di transazione elevato, in quanto ciò fornisce loro una ricompensa maggiore (vedi più avanti).
La risoluzione del problema matematico richiede una potenza computazionale molto elevata e quindi è un processo che richiede il consumo di grandi quantità di energia elettrica. Questo processo viene definito Proof of Work.

Che cos’è la Proof of Work
Il codice segreto che i miner cercano di trovare per aggiungere i blocchi alla Blockchain non è altro che un hash dei dati che si trovano all’interno del blocco che solitamente inizia con una serie di zero.
Definizione di funzione hash: Una funzione di hash è un algoritmo matematico che permette di mascherare dei dati di lunghezza arbitraria in una stringa binaria di dimensione fissa. Una funzione di hash prende una stringa di input di numeri e lettere (letteralmente qualsiasi stringa di lettere casuali, numeri e/o simboli) e la trasforma in una nuova stringa di 32 cifre formata da lettere e numeri casuali. Questa stringa di 32 cifre è l'output hash. Se viene modificato un numero o una lettera nella stringa di input, anche l'output dell'hash cambierà in modo imprevedibile. Tuttavia, la stessa stringa di input darà sempre la stessa stringa di output.
Nel nostro caso, i dati all’interno del blocco rappresentano l’input hash. Quando questi dati vengono fatti passare attraverso la funzione di hash restituiscono l’hash output. Una condizione della Blockchain Bitcoin è che un blocco può essere aggiunto alla Blockchain solo se il suo hash output (codice segreto) inizia con un certo numero di zeri. Ma cosa succede se l’hash output non corrisponde al codice segreto? In questo caso i miner continuano a cambiare un dato (nonce) incluso all’interno del blocco che gli permette così di ottenere un nuovo hash output. Questo processo viene ripetuto finché l’output trovato non soddisfa le condizioni per aggiungere il blocco alla Blockchain. Questo codice segreto comincia con una serie di zeri in base alla difficoltà del blocco (spiegazione più avanti).

Il nonce, la difficoltà del blocco e il target
Il calcolo eseguito dai miner viene spesso presentato come un complesso problema matematico ma come avete potuto notare di complesso c’è ben poco. I miner stanno semplicemente indovinando un dato, il nonce, facendo una serie di tentativi casuali consecutivi. Il nonce non è altro che un numero naturale intero compreso tra 0 e 4.294.967.296. I miners quindi non stanno risolvendo problemi matematici complessi ma piuttosto stanno indovinando a caso. Per indovinare questo dato i computer devono provare e riprovare a inserire numeri naturali diversi finché non trovano la soluzione adatta,  questo procedimento viene fatto molto velocemente e richiede un enorme quantitativo di energia misurato in hashing power/secondo. Il Network inoltre è stato impostato in modo tale che i blocchi vengano aggiunti alla blockchain in media ogni 10 minuti senza considerare il numero dei miner presenti nel Network. Questo è possibile grazie alla difficoltà del blocco. La difficoltà del blocco è un parametro che regola appunto la difficoltà dei calcoli eseguiti dai miner. Se infatti l’hashing power dovesse aumentare (aumento del numero dei miners) la difficoltà  si regolerà automaticamente per garantire che la produzione dei blocchi rimanga costante nel tempo (ogni 10 minuti). Ma come viene stabilito il valore del codice segreto necessario a risolvere i blocchi? Questo numero si chiama target. Questo valore determina appunto il livello di difficoltà del Network. Più il target è piccolo più la difficoltà è grande.
Riassumendo: i miner per aggiungere dei blocchi alla Blockchain generano dei numeri casuali (hash output) con la speranza che uno di questi sia inferiore o uguale al target stabilito. Il target è calcolato in base alla difficoltà dei blocchi che dipende a sua volta dal numero di miner presenti nel Network. Visto che questo dato è variabile, ogni 2 settimane (in verità 2016 blocchi) il target, e quindi la difficoltà, vengono ricalcolati per mantenere costante la produzione dei blocchi ogni 10 minuti.

Step 4. Diffusione del blocco
Il miner che trova la soluzione necessaria per aggiungere il blocco alla Blockchain diffonde il blocco e la soluzione a tutti gli altri miner in modo tale che possano verificarla.

Step 5. Accettazione del blocco
Per verificare la validità del blocco gli altri miners controlleranno i dati inseriti facendoli passare per la funzione di hash e verificheranno che la risposta ottenuta corrisponda alla soluzione trovata dal miner allo step 4.
Se è valida, i miners aggiorneranno la loro versione della Blockchain includendo questo nuovo blocco e diffondendolo a tutti gli altri nodi del Network. Il nome “Proof of Work” (Prova del Lavoro) deriva proprio da questo procedimento. La soluzione rappresenta la prova del lavoro svolto da un miner, ovvero l’energia e il denaro spesi per trovare questa soluzione.

Questo è il processo di verifica delle transazioni e di aggiunta dei blocchi alla Blockchain.
Vediamo ora come avviene la generazione di nuovi bitcoin

I miner consumano energia e quindi spendono denaro in risorse ed infrastrutture per garantire che Bitcoin sia un sistema sicuro e permettere a tutti noi di effettuare degli scambi monetari.
Ma per quale motivo lo fanno?
La ragione è semplice, hanno un incentivo economico.
I miner infatti contribuiscono alla comunità Bitcoin confermando ogni transazione e assicurando la loro legittimità in cambio di una ricompensa. Questo premio viene assegnato al miner che riesce a generare la sequenza di hash corretta che gli permette di aggiungere un nuovo blocco alla Blockchain. Attualmente il premio consiste nella creazione di 12,5 bitcoin (circa 48.000$) + le commissioni di ogni transazione inclusa nel blocco. Questa ricompensa è destinata a diminuire nel corso degli anni fino a quando l’ultimo bitcoin non sarà prodotto. Precisamente la ricompensa viene dimezzata ogni 210 000 blocchi prodotti (più o meno 4 anni), questo fenomeno prende il nome di halving. Il primo si è verificato nel 2012 e ha ridotto la ricompensa da 50 a 25 bitcoin. Il secondo è avvenuto nel 2016 trasformando la ricompensa negli attuali 12,5 bitcoin.
Il prossimo halving è previsto per il 24 Maggio 2020 e ridurrà la ricompensa del blocco a 6,25 btc. Il termine è previsto per il 2140, anno in cui verrà minato il 21milionesimo bitcoin. Questo sistema è stato teorizzato proprio per fornire a Bitcoin la caratteristica che lo ha reso una riserva di valore paragonabile all'oro: la scarsità.


Fine del Crypto Winter?

A seguito della ormai nota caduta del prezzo di Bitcoin riscontrata durante l’intero 2018, nel 2019 il prezzo di Bitcoin ha rapidamente cambiato tendenza, tanto che in meno di sei mesi il prezzo è aumentato di quasi il 120%. Ma quali sono le ragioni che hanno reso possibile una tale rivalutazione? Quali sono state le variabili determinanti che hanno spinto il mercato a raggiungere la valutazione attuale?

Il primo quarto di anno, il cosiddetto Q1, ha visto Bitcoin crescere di prezzo in modo lento ma costante. Da una quotazione attorno ai $3700, il 31 marzo il prezzo di 1 BTC supera i $4000. Ma è nella notte del 2 Aprile che il mercato guadagna più del 14% in sole 24 ore, raggiungendo per alcuni attimi una quotazione superiore ai $5000 per poi trovare supporto intorno ai $4800. Un ordine sincronizzato di 7mila Bitcoin diluiti sulle principali piattaforme di trading hanno innescato un repentino aumenti dei prezzi senza un’ apparente ragione significativa.
Dal 2 aprile i volumi giornalieri di Bitcoin hanno iniziato un’ascesa costante arrivando addirittura a sfiorare i valori raggiunti nel Dicembre 2017, in piena bull run, periodo nel quale Bitcoin raggiunse i 20mila dollari, il valore più alto mai registrato dalla cripto valuta.
In contemporanea all’aumento dei volumi, si è visto un considerevole aumento della capitalizzazione che da 80 miliardi di dollari ha rapidamente superato i 100 miliardi. Un nuovo flusso di capitali derivanti sia dalla vendita di altcoin in cambio di Bitcoin, sia dovuta dall’apporto di capitali nuovi, esterni al mondo delle cripto valute.
Durante l’ultima settimana di Maggio la capitalizzazione di Bitcoin supera i 150 miliardi di dollari, un dato ampiamente superiore a quello riscontrato 12 mesi prima.
Sebbene superficialmente la corsa di Bitcoin potrebbe sembrare ingiustificata o addirittura figlia di una manipolazione dei prezzi, le ragioni di una tale rivalutazione sono in realtà molte. Cerchiamo quindi di fare chiarezza sui motivi principali che hanno razionalmente spinto il mercato a un tale rialzo.

  1. Primi ingressi di carattere istituzionale

Secondo quanto riportato da Bloomberg, la multinazionale America Fidelity Investiments, che controlla circa 2,4 trilioni di dollari, starebbe sviluppando una piattaforma per offrire la possibilità di scambiare criptovalute ai propri 27 milioni di clienti in tutto il mondo.
Fidality sarebbe solo l’ultima delle tante istituzioni che hanno annunciato l’ingresso nel mondo delle criptovalute, ed andrebbe a unirsi ad un gruppo di operatori finanziari di respiro internazionale come Nasdaq, ICE, Bakkt. Inoltre siamo ancora in attesa di una decisione dalla parte della SEC per quanto riguarda l’approvazione o meno dei primi Bitcoin ETF (strumenti derivati che potrebbero portare una forte ondata di liquidità nel mercato Bitcoin). Sebbene l’approvazione degli ETF è ancora tutt’altro che scontata, il commissario della SEC Robert J. Jackson Jr. ha apertamente dichiarato che nel futuro tale approvazione sarà inevitabile.

 

  1. Meno di un anno all’halving

Come molti di voi già sapranno una delle caratteristiche naturali di Bitcoin è la sua prevedibilità in termini di offerta monetaria. Limitati ad un numero di 21 milioni di unità, i miners ricevevano una ricompensa di 50 BTC per ogni blocco correttamente validato. Tale ricompensa dimezza ad intervalli regolari di 4 anni. Ad oggi perciò la ricompensa è di 12,5 Bitcoin per blocco e a partire dal blocco numero 630 mila che verrà validato il 20 Maggio 2020; la ricompensa scenderà a 6,25 Bitcoin. Il tasso di inflazione passerà da 3.8% a 2%. Una riduzione significativa dell’offerta che incrementerà ulteriormente la scarsità del bene.
In un recente studio viene presenteato un modello matematico che mostra come prezzo di Bitcoin sia sì influenzato da variabile esogene (come news, cambi di regolamentazione, hack…), ma che la maggior parte dei movimenti siano spiegati da logiche di domanda-offerta che sono strettamente collegate appunto alle modalità tramite le quali viene concretizzata la scarsità di Bitcoin.
Il modello viene sintetizzato nel grafico sottostante mettendo in relazione l’aumentare del prezzo in relazioni all’avvicinamento della data di “halving”.


  1. La Guerra commerciale tra USA e Cina

La recente Guerra commerciale intrapresa dal presidente Americano Donald Trump che ha dichiarato di voler alzare fino al 20% i dazi doganali imposti a merci di origine cinese può razionalmente avere un impatto positivo sul mercato di Bitcoin. Infatti, queste limitazioni macroeconomiche non fanno altro che aumentare la domanda di beni di scambio decentralizzati come Bitcoin. Tali asset operano secondo logiche esterne ai vari governi coinvolti in questioni di carattere internazionale, rendondoli perciò degli asset appetibili per aggirare gli embarghi commerciali imposti nelle varie realtà globali.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale una guerra commerciale tra USA e Cina può avere impatti fortemente negativi in termini di aumento della povertà e delle tensioni internazionali. In uno scenario macroeconomico in cui i commerci internazionali vengono limitati e monitorati grazie al controllo della moneta, la domanda per Bitcoin (e per le altre criptovalute) può aumentare sensibilmente.

 

  1. Alta liquidazione delle posizioni Short

Il balzo del 2 aprile che ha visto Btc crescere di oltre il 14% in sole 24 ore ha spinto molti trader professionisti ad aprire posizioni short massicce nella convinzione che il valore di Bitcoin sarebbe rapidamente ritornato sui valori inferiori ai 4 mila dollari. Ma quando la salita del prezzo non ha smesso di cessare, molti di questi trader sono stati costretti a liquidare le loro posizioni short accumulato grandissime perdite. Nella notte del 13 Maggio, il famoso exchange BitMex con sede ad Hong Kong, ha liquidato in poche ore oltre 79 milioni di dollari in posizioni short. Il cadere degli short coincide in parte con il crollo delle resistenze, traducendosi perciò in nuovi rialzi che hanno portato Bitcoin a toccare nuovi massimi storici per quanto riguarda l’annata 2019.

  1. 2019 l’anno dell’accumulazione

Come spesso accade nei periodi a ridosso dell’halving, il 2019 si sta rilevando un’annata di forte accumulazioni per gli investitori in criptovalute. A testimoniare questo fenomeno è il grafico delle UTXO (Unspent Transction), ovvero il registro degli output non spesi nella blockchain di Bitcoin. Il numero di output di transazioni non spesi è in costante aumento, sintomo appunto di un generale clima di accumulazione. Gli investitori che acquistano Bitcoin lo accantonano e sono pochi coloro che comprano per rivendere nel breve periodo. Gli investitori entrano nel mercato accumulando posizioni per tempo indefinito. Ciò implica che nel mercato sono presenti molte meno persone disposte a vendere rispetto a quelle che sono disposte ad acquistare.

 

Prevedere i movimenti di Bitcoin non è mai banale, specialmente nel breve periodo.
Tuttavia, spostando l’attenzione in un’ottica di medio/lungo periodo, le dinamiche del mercato diventano ampiamente più prevedibili. Il rigoroso controllo dell’offerta monetaria grazie al quale Bitcoin ottiene la scarsità in ambito digitale rende la sua “politica monetaria” perfettamente prevedibile. Una solida comprensione delle dinamiche di offerta di Bitcoin, affiancata alla monitorizzazione delle variabili esogene del mercato (interesse istituzionale, sentimento del mercato, casi d’uso, aumento della domanda dovuto a condizioni macroeconomiche…) può aiutarvi ad anticipare i movimenti del mercato ed implementare delle strategie di investimento remunerative seppur in un mercato connotato da alta volatilità come quello di Bitcoin.


Investigando la correlazione e la ciclicità delle criptovalute

La correlazione tra il valore in dollari delle principali criptovalute fluttua costantemente a causa di fattori come: l’irrazionalità del mercato, strettamente collegato al cosiddetto “herding effect”, e il fenomeno del co-movimento.

Herding effect” si riferisce a un fenomeno finanziario particolarmente evidente a partire dalla crisi del 2008 che rappresenta la tendenza di un individuo di replicare le azioni di un gruppo più ampio di investitori, indipendentemente dal fatto che tali scelte siano razionali o meno.

Il fenomeno del co-movimento si riferisce alla particolare correlazione che è attualmente presente tra le diverse criptovalute. È infatti usuale che il valore di diverse criptovalute compia movimenti sincronizzati in positivo o in negativo, sintomo di una forte correlazione tra diversi asset.

Prendendo spunto dall’ultimo report pubblicato l’11 Aprile 2019 dal famoso exchange Binance, in questo articolo presentiamo 3 caratteristiche peculiari del mercato della criptovalute che possono aiutare ad avere una maggiore comprensione dell’intero mercato.

1. I punti di svolta del mercato e la ciclicità della correlazione

Il grafico sottostante presenta la correlazione media (espressa in USD) tra tutte le criptovalute, escluse ovviamente le stablecoins.

Come si evince dal grafico, quando la correlazione tra queste valute raggiunge valori positivi elevati (da 0.8 a1.0), si può notare che Bitcoin tenda ad invertire il proprio trend, o a quanto meno interrompere il trend precedente.

Questo lascerebbe presumere a una fine del trend ribassista incontrato durante il 2018.

Nella tabella sottostante sono presentati i periodi di tempo nei quali il mercato delle criptovalute ha raggiunto un livello di correlazione superiore a 0.8

Dal 2014, questi periodi di alta correlazione sono durati in media 39 giorni. L’attuale ciclo di alta correlazione è iniziato il 15 dicembre 2018 ed è terminato il 14 marzo 2019, per una durata di 90 giorni, il più lungo periodo di correlazione durante la storia delle criptovalute.

2. Altissima porzione di investitori privati

Secondo i dati pubblicati da cryptofundresearch.com, sono circa 700 i fondi di investimento istituzionali dedicati al mercato delle criptovalute per un totale di asset inferiore ai 10 miliardi di dollari.

Ipotizzando che tali fondi di investimento posseggano solamente Bitcoin, i loro asset conterebbero solo per il 14% del valore totale del mercato di Bitcoin. Ipotizzando invece anche una porzione di altcoin nel loro portafoglio, la quota del mercato imputabile controllata da investitori istituzionali potrebbe scendere al di sotto del 7%.

La stima del 7% per la quota di mercato imputabile ad una partecipazione istituzionale sarebbe pari a un tredicesimo rispetto alla quota di partecipazione istituzionale nel mercato azionario americano.

Investigando tra i mercati finanziari tradizionali, l’unica struttura che in qualche modo richiama alla composizione del mercato della criptovalute è il mercato azionario cinese. Per quest’ultimo, nel 2017, il numero di account legati ad investitori privati consisteva nel 99,8% del totale, possedendo più del 40% del valore di mercato e rappresentando circa l’80% del volume di scambio.

Un’altra analogia tra il mercato delle criptovalute e il mercato azionario cinese è l’altissimo rendimento del mercato.

Come si evince dal grafico sottostante, i mercati dominati da una forte presenza di investitori privati (come il mercato cripto e il mercato azionario cinese) tendono ad avere un tasso di rendimento maggiore (calcolato come volume annuale diviso dal totale di contratti azionari).

Il rendimento annuale del mercato delle criptovalute (calcolato coi volumi aggiustati presenti sul database coinmarketcap.comammonta a 2150% fino al 2018, 6 volte più alto del rendimento azionario americano e 3 volte superiori al rendimento azionario cinese.

Questo dato indica inoltre che gli investitori del mercato delle criptovalute (Calderòn 2018) sono mossi maggiormente da informazioni e news, e contemporaneamente detengono posizioni per un periodo di tempo inferiore rispetto ai mercati azionari.

In termini generali, gli investitori privati sono molto più inclini a sviluppare sentimenti estremamente confidenti o estremamente pessimistici come reazione agli spostamenti del mercato. Tale approccio porta potenzialmente a un volume di scambi più elevato e a prezzi più volatili, come già evidenziato da alcuni studi (Kent Daniel and David Hirshleifer 2015).

Tuttavia il mercato è ancora troppo giovane per trarre delle conclusioni sul comportamento degli investitori in criptovalute. Infatti, in un mercato ancora in fase embrionale, gli investitori in criptovalute appaiono molto attivi e attendisti verso i nuovi sviluppi del mercato. Tenendo anche conto che i singoli investitori giocano un ruolo centrale nel successo dell’intero mercato e sono quindi incentivati a fare sentire la propria voce anche se solamente tramite dinamiche di prezzo.

3. HODL-ing: una caratteristica unica del mercato crypto.

Durante fasi discesiste del mercato, diversamente da quanto accade in altri mercati dominati dal sentimento, piuttosto che liquidare l’intero portafoglio, molti investitori in criptovalute preferiscono fare “HODL” nonostante la prolungata discesa dei prezzi.

Fun factHODL deriva da “Hold”, letteralmente “detenere”, è un termine che si riferisce alla detenzione prolungata di un asset indipendentemente dal suo andamento di mercato poiché si è consapevoli che nel lungo periodo il prezzo tenderà a salire in maniera smisurata.

Il termine nasce in maniera del tutto casuale nel 2013 in un post di Bitcoin Forum in cui un utente dichiarava “I AM HODLING” in riferimento a un periodo di mercato particolarmente sfavorevole. Il termine HODL è diventato col tempo uno slogan della cultura cripto che si riferisce a quella volontà di non guardare ai movimenti del mercato nel breve termine, ma che invece mira alla forte accumulazione di cripto valute anche in periodi ribassisti nell’ottica di un forte rendimento nel lungo periodo.

Il fenomeno di “HODL” può essere osservato dal “realized cap” introdotto da Antoine Le Calvez e Nic Carter, spesso riferito anche come “UTXO (Unspent Transaction Output) market cap”.

Il grafico 4 mostra come gli investitori crypto tendano appunto a fare HODL durante i periodi di mercato ribassista.

Questo atteggiamento può essere confermato anche dalla ricerca di Calderòn (2018), la quale dimostra un maggiore “herding effect” durante periodi di bull market (aumento dei prezzi) e una maggiore inclinazione all’HODL durante periodi di bear market (discesa dei prezzi).

Infine, l’effetto di spostamenti di prezzo sulle principali criptovalute (Bitcoin ed Ethereum) si ripercuote sul resto del mercato principalmente poiché la maggior parte delle altcoins vengono scambiate solamente con altre coppie di criptovalute (che nella maggior parte dei casi sono BTC ed ETH); questo fenomeno, in aggiunta al già citato “herding effect”, corrispondono perciò a una tendenza di:

  • Estremo ottimismo di mercato che tende ad incrementare il prezzo di tutte le criptovalute (incluse quelle che non hanno una chiara utilità o valore).
  • Estremo pessimismo di mercato che spesso tende a far decrescere significativamente il prezzo di tutte le criptovalute (incluse quelle con chiara utilità e valore).

A differenza del mercato finanziario tradizionale nel quale si può notare un’elevata presenza istituzionale e un livello di sofisticatezza più accentuato grazie alla presenza di numerosi strumenti derivati, il mercato delle criptovalute è un mercato molto più suscettibile che ha dovuto affrontare problemi come:

  • Sistemi regolatori incompleti
  • Asimmetria informativa
  • Arbitraggio

Queste peculiarità si traducono in un mercato delle criptovalute molto più dinamico e repentino nei cambi di prezzo rispetto ai mercati azionari, rendendolo difficilmente prevedibile con precisione. Ciò a dimostrazione del fatto che l’ herding effect non è da imputare solamente al comportamento dei singoli investitori, ma che derivi anche da un mercato ancora molto giovane con infrastrutture in via di sviluppo.

Tuttavia, durante il 2018, nonostante la costante discesa del mercato, abbiamo notato un crescente interesse da parte di istituzioni e media verso il mercato delle criptovalute.

Il mercato sta vivendo un momento di veloce maturazione che ha già attratto nuovi investitori ed inizia a godere del supporto di governi e istituzioni. Lo sviluppo di regolamentazioni chiare, l’aumento di dati e di informazioni attendibili, la riduzione delle frizioni di usabilità stanno già portando a una scoperta più razionale del valore dell’intero mercato.

Nella tabella sottostante sono riassunti i progressi significativi degli ultimi quadrimestri. Dal lancio di molti prodotti finanziari che ampliano l’orizzonte del mercato fino allo sviluppo di chiari schemi legali, il mercato delle criptovalute sta maturando ad estrema velocità.

Bibliografia: