Cos'è Tezos?

Tezos è una piattaforma digitale decentralizzata, distribuita che supporta Smart Contract e Dapps ed è una significativa capacità di evolversi velocemente. La blockchain di Tezos è pensata per auto-evolversi, andando  a modificare le funzioni in base alla scelte della comunity grazie al processo di governance della blockchain.

Perche esiste?

Nel 2016, un'organizzazione decentralizzata chiamata The DAO è stata hackerata per un importo di ethers superiore ai $50 milioni portando la community di Ethereum alla incredibile decisione di forkare la propria blockchain per cancellare alcuni blocchi e ripristinare i fondi sullo smart contract originale. Questo è solo uno di molti esempi in cui i protocolli decentralizzati alternativi a Bitcoin sono stati “bucati” attraverso attacchi. Spesso, il codice di queste piattaforma non era sufficientemente flessibile e non poteva essere modificato se non con un “hard-fork”. Tezos introduce un modello di governance progettato per risolvere questo tipo di problema.

Che cos'è Tezos?

Tezos è molto simile a Ethereum. È una piattaforma per creare Smart Contract e Dapp senza censura. Tezos ha una caratteristica essenziale che differenzia la sua blockchain dai suoi concorrenti. Questa differenza innovativa sta nel modo in cui vengono apportate aggiunte e modifiche alla blockchain. Quando uno sviluppatore propone delle modifiche o aggiornamenti al protocollo, la piattaforma di Tezos permette di allegare una “fattura” alla proposta e se la modifica è approvata dalla community e aggiunta all'aggiornamento successivo, vengono effettivamente pagati i token XTZ.Ciò ha due vantaggi: in primo luogo, incoraggia gli sviluppatori a partecipare allo sviluppo di Tezos e, in secondo luogo, decentralizza la manutenzione e lo sviluppo della rete.

Chi ha inventato Tezos?

Tezos è stato sviluppato da Kathleen Breitman, che era un associato senior di strategia per R3, un grande consorzio blockchain, e suo marito Arthur Breitman, un analista quantitativo che ha lavorato presso Goldman Sachs e Morgan Stanley.

Nell'agosto 2014, Arthur Breitman ha pubblicato due white paper che descrivono Tezos. I documenti presentano il nuovo progetto come una soluzione all'incapacità di Bitcoin di adattarsi promouvendo un protocollo più flessibile e modificabile secondo determinate leggi di consenso.

Tezos è stato costruito da zero dai suoi sviluppatori. Il protocollo non si basava su nessun'altra blockchain. L'obiettivo era chiaro sin dall'inizio: creare una blockchain in grado di incorporare sviluppi e innovazioni future senza rischiare un duro fork che potesse dividere la sua comunità.

L'ICO di Tezos si è tenuta a luglio 2017, con una raccolta di 232 milioni di dollari. La Beta è stata lanciata a giugno 2018, che è passata a Mainnet il 17 settembre 2018.

Cosa c'è di così speciale?

⚖ Self-Governance: Dispone di un meccanismo di voto democratico in modo che i possessori di monete possano scegliere il modo in cui vengono aggiornati nel tempo.

💰Proof-of-stake: Tezos non utilizza la Proof-of-Work, il che significa che evita di usare grandi quantità di potere computazionale per creare nuovi token, ma si basa su un sistema di collateralizzazione (“baking”).

Come funziona?

Tezos ha una governance in cui i possessori dei token possono votare proposte. Le proposte vengono quindi messe in atto dalla funzione di autoemendamento che governa il modo in cui funziona la blockchain di Tezos. Ciò significa che i possessori di monete possono attuare un cambiamento senza dividere la valuta in due attraverso quello che è noto come un hard fork.

Come vengono prodotte le monete?

Tezos utilizza la Proof-of-Stake. Ciò significa che i possessori di monete possono utlizzare le loro monete come collaterale (“stake”) e ricevere ricompense per il funzionamento della piattaforma. Questo processo, nel caso specifico di XTZ, è detto “baking”. Attraverso il baking è possibile creare nuove monete, chiamate Tezzies, aggiungendo un ulteriore 5% della fornitura totale ogni anno.

Come puoi ottenere Tezos?

Puoi acquistarli tramite la nostra piattaforma store.coinsociety.io

Avrai bisogno di un portafoglio Tezos e di un set di chiavi per archiviarli e scambiarli.

Il futuro

Grazie ai suoi vantaggi tecnologici e strutturali, Tezos si posiziona come un grande rivale per Ethereum. Allo stato attuale, Ethereum deve ancora implementare PoS, che in Tezos risulta già perfettamente funzionante. Per questa ragione la rete di Ethereum non è in grado di superare le 15 transazioni al secondo contro le 40 di Tezos. Come se non bastasse, la natura autoregolante di Tezos lo rende una soluzione più versatile. Tezos consente ai possessori delle proprie monete di svolgere un ruolo attivo nell’ecosistema di sviluppo del token e della blockchain. I cambiamenti in tempo reale, il processo di delega e le proposte di modifica forniscono forti incentivi per una partecipazione positiva e produttiva all'interno della rete. Ciò consentirà sicuramente una maggiore capacità di adattamento alle variabili esogene del mercato e contemporaneamente garantire una elevata scalabilità di lungo periodo.

 

 


Cos'è Litecoin?

Litecoin è il “fratello minore” di Bitcoin. Si tratta di una criptovaluta peer-to-peer molto simile al Bitcoin, progettata per essere più veloce nell'elaborazione delle transazioni. È stato creato da un ex dipendente di Google chiamato Charlie Lee e utilizza un algoritmo di consenso diverso per elaborare le transazioni che consentono a più persone di diventare minatori.

Chi lo ha inventato?

Un ex dipendente di Google chiamato Charlie Lee. Era un grande fan di Bitcoin, ma pensava di poter fare una versione migliore, quindi ha costruito Litecoin.

Una breve storia di LTC

  • Charlie Lee ha rilasciato il software Litecoin è costruito su una comunità di codifica il 7 ottobre 2011.
  • Due giorni dopo, è stata lanciato il progetto su una propria blockchain.
  • Nel novembre 2013, il mercato capitale totale di Litecoin ha toccato il valore di $ 1 miliardo.
  • Oggi è considerata una delle valute più grandi nel mondo delle criptovalute.

I vantaggi di LTC

  • Decentralizzato: nessuno lo possiede o controlla.
  • Trustless (peer-to-peer): non più terze parti
  • Borderless: non sono necessari scambi per spostare la valuta oltre confine
  • Immutabile: non può mai essere modificato o invertito a differenza di tutti i sistemi finanziari di oggi
  • Doppia spesa: ha risolto il problema che molte valute digitali avevano tentato di decifrare Inoltre, le caratteristiche di Litecoin lo rendono:

💨Super veloce. Con Bitcoin, il tempo medio impiegato per creare un blocco nella blockchain di Bitcoin è di 10 minuti. Con Litecoin bastano solo 2,5 minuti.

☕ Progettato per la vita di tutti i giorni: è stato progettato per piccole transazioni, come l'acquisto di caffè e, grazie alle sue maggiori velocità di elaborazione.

⛏ Utilizza un metodo di mining leggermente diverso per la produzione di valuta rispetto al Bitcoin.

Come si ottengono i Litecoin?

Per prima cosa avrai bisogno di un portafoglio che può contenere LTC, consulta le nostre guide per informazioni piu dettagliate.  Puoi comprare LTC sulla nostra piattaforma store.coinsociety.io o puoi diventare tu stesso un minatore! Visita la sezione mining per saperne di più.

Cosa puoi fare con Litecoin?

Più o meno le stesse cose che puoi con Bitcoin. Sebbene tieni a mente che non ci sono tanti negozianti che accettano Litecoin quanti in Bitcoin, e che si tratta di un mercato meno liquido di Bitcoin.

Il futuro

Litecoin ha guadagnato una reputazione per essere notoriamente rapido nell'aggiunta di nuove funzionalità. App come LitePay consentiranno ai commercianti di accettare pagamenti dai telefoni dei clienti, consentendoti di pagare utilizzando proprio LTC.  Litecoin compete per diventare una valuta che useremo per le transazioni quotidiane. Dovrà superare una spietata concorrenza ma in questo momento è una gara aperta.

 

 

 


Cos'é Ethereum?

Ethereum è una criptovaluta che consente a Smart Contract e dApps di operare sulla propria rete. È stato creata da Vitalik Buterin, uno sviluppatore di software russo / canadese ed è considerato un'evoluzione del Bitcoin. Ethereum vuole reinterpretare come funziona Internet, rivoluzionando il funzinamento di E-commerce, design di app, e archiviazione dati.

Cosa è Ethereum?

A differenza di Bitcoin, che ha dimostrato al mondo come sia possibile creare una valuta digitale priva di intermediari e senza il problema del double-spending, Ethereum è un network che vuole cambiare il modo con cui le imprese si relazionano con internet. Ether è la criptovaluta che alimenta questo nuovo network.

Ciò che Ethereum ha dimostrato è che la blockchain può essere molto più di una riserva di valore (caso d’uso di Bitcoin). Può essere usata per organizzare persone, idee, aziende, denaro e servizi. Se qualcosa può essere scritto in linguaggio di programmazione e inserito in uno smart contract, può essere usato su Ethereum.

Chi ha inventato Ethereum?

Un programmatore di computer russo / canadese chiamato Vitalik Buterin ha scritto il whitepaper su cui si basa Ethereum. Tuttavia, la costruzione della rete e della comunità è stata aiutata dai co-fondatori: Anthony Di Loria, Charles Hoskinson, Miha Alisie, Amir Chetrit, Joseph Lubin e Gavin Wood.

Una breve storia di Ethereum

  • 2013: Vitalik Buterin produce il white paper che spiega il concetto di Ethereum.
  • Gennaio 2014: Ethereum viene annunciato pubblicamente.
  • Luglio 2014: Ethereum lancia una ICO, raccogliendo Bitcoin in cambio di Ether.
  • 30 luglio 2015: Lancio di Ethereum con la prima Versione Frontier
  • Giugno 2016: 50 milioni di dollari di Ether sono stati rubati durante un hack e gli sviluppatori di Ethereum concordano di invertire la blockchain per eliminare l’hack. Dal conseguente "hard fork" nasceranno quindi due blockchain: Ethereum (ETH) sulla nuova blockchain che elimina l’hack, e Ethreum Classic (ETC) sulla vecchia blockchain che tiene conto dell’hack.
  • Marzo 2017: un gruppo di società tra cui Toyota, Samsung, Microsoft, Intel e J.P. Morgan costituisce l'Enterprise Ethereum Alliance, un'associazione senza scopo di lucro progettata per rendere Ethereum adatto alle grandi aziende.

Cosa c'è di così speciale?

Ethereum parte dai concetti su cui si basa Bitcoin e li reinterpreta per creare un network che lo rende più di una semplice valuta. Il network permette agli sviluppatori di creare app - chiamate dApps o "app distribuite" - che raggruppano Smart Contract in un'interfaccia facile da usare. È persino possibile creare la propria valuta utilizzando la rete Ethereum. Se Bitcoin è l'oro del mondo delle criptovalute, Ethereum può essere considerata una infrastruttura digitale su cui poter costruire altre applicazioni decentralizzate.

Che cos'è Ether e come viene prodotto Ether?

Ethereum è una rete che vuole cambiare il modo in cui le aziende lavorano su Internet. Ether è la criptovaluta che Ethereum usa per costruire e mantenere la sua rete. In modo simile a come funziona Bitcoin, è possibile minare Ether creando blocchi e risolvendo enigmi. Circa ogni 15 secondi un nuovo blocco viene aggiunto alla blockchain di Ethereur e il miner che risolve il puzzle del blocco viene premiato con Ether. Ethereum attualmente utilizza la Proof-of-Work, la stessa tecnica di mining di Bitcoin, tuttavia ha in programma di passare a una tecnica diversa chiamata Proof-of-Stake che non si basa sulla potenza computazionale ma su un meccanismo di collateralizzazione (già attivo su Tezos e altre criptovalute).

Come si ottiene Ether?

Puoi comprare Ether sulla nostra piattaforma store.coinsociety.io o puoi diventare tu stesso un minatore! Visita la sezione mining per saperne di più.

Il futuro

Ethereum vuole essere la piattaforma su cui si baseranno tutte le dApps. Tuttavia sono presenti numerosi ostacoli, uno dei maggiori è  la velocità delle transazioni e della scalabilità. Affinché Ethereum diventi la rete su cui sono costruite tutte le aziende decentralizzate, deve essere in grado di sostenere un numero notevole di transazioni contemporaneamente. Attualmente gestisce circa 15 transazioni al secondo, un numero insufficiente per soddisfare le ambizioni del progetto.

Ethereum 2.0 – ribattezzato “Serenity” in occasione del Devcon4 – è il più ambizioso upgrade su cui punta la community di Ethereum per raggiungere l’elevato grado di scalabilità necessario a rendere Ethereum utilizzabile in maniera diffusa e in grandi proporzioni. La mainnet di Ethereum 2.0 farà perno sulla soluzione di scalabilità Sharding. A questa si uniranno soluzioni di secondo livello, come Plasma, e la combinazione di progetti chiave per ottenere un meccanismo di consenso Proof of Stake (PoS).

Un'altra sfida che Ethereum deve affrontare è quella di riuscire a mantenere la propria promessa prima di altri network “concorrenti” come Tron, EOS, NEO o Tezos, per citarne alcuni.

 

 

 

 


Halving e Miner Capitulation: l’ Effetto Sul Prezzo di Bitcoin.

Il terzo halving di Bitcoin, che coincide con il dimezzamento del ricomensa dei miners, si verificherà a maggio e rimodellerà il panorama minerario impattando sugli equilibri e il prezzo di Bitcoin sia nel breve che nel lungo periodo.

Bitcoin Halving

L'evento "halvening" di Bitcoin, che riduce la ricompensa dei blocchi da 12,5 BTC a 6,25 BTC, si avvicina sempre più; le ultime stime lo prevedono per la giornata del 11 maggio 2020. Sicuramente uno degli eventi più attesi per Bitcoin nel 2020, analizziamo come il fenomeno andrà a impattare sugli equilibri del network Bitcoin. Il dimezzamento della ricompensa per blocco avrà delle ripercussioni notevoli sull'economia dei miners. Questi ultimi sono infatti tra i principali venditori di Bitcoin: una stragrande maggiornaza dei Bitcoin minati viene infatti venduta a mercato per coprire le ingenti spese di capitale e operative per tenere accese le macchine. È evidente che una modifica nei flussi di vendita dei miners possa avere chiare conseguenze sul prezzo di Bitcoin. Attualmente, ogni mese vengono prodotti circa 54mila BTC, per un controvalore di circa 360 milioni di dollari, e una parte significativa di questo bottino deve essere venduta per coprire le spese operative dei minatori.

Per Bitcoin Cash (BCH, un fork di Bitcoin) e Bitcoin SV (BSV, un fork di Bitcoin Cash) l’halving è gia avvenuto, rispettivamente l'8 e il 10 aprile. Il dimezzare della ricompensa ha portato molti minatori di BCH e BSV a cercare di minare valute alternative con lo stesso algoritmo di mining (in questo caso SHA-256) per la quale non è ancora avvenuto il dimezzamento, nel 99% dei casi la scelta ricadrà su Bitcoin (BTC). Questo fenomeno può essere osservato sia per il post-dimezzamento di BCH sia per quello di BSV, ma non ha influenzato molto il loro prezzo: entrambe le criptovalute sono ancora fortemente correlate ai movimenti complessivi del mercato cripto (per di più catalizzate dai movimenti di BTC che conta il 70% del mercato capitale) e non si sono disaccoppiate da esse.

Fonte: coinmetrics.io

Il grafico evidenzia la caduta dell'hashrate per BCH e BSV subito dopo l'halving. L'impatto sul hashrate di Bitcoin è stato minimo, poiché l’hashrate di BCH e BSV combinati rappresentano solo circa il 5% hashrate SHA-256 totale. Il calo dei prezzi di circa il -50% del 12 marzo ha avuto un effetto molto più forte per BCH e BSV e ha portato a una significativa riduzione dell’hashrate. Durante lo stesso periodo l’hashrate di BTC è ha avuto una leggera flessione salvo poi rimprendersi ampiamente.

Il pareggio dei miners

Il forte calo dei prezzi del 12 marzo ha portato alcuni minatori ad operare “in perdita”, cioè al di sotto del loro costo di pareggio per estrarre Bitcoin. I principali fattori coinvolti nel calcolo del prezzo di pareggio sono:

  • il tipo di hardware utilizzato.
  • il prezzo dell'elettricità.
  • Il livello di difficoltà di estrazione.

I miners che utilizzano hardware meno recenti, ad es. l'Antminer S9 (uno degli hardware di mining più comuni), sono stati particolarmente colpiti rispetto ai miners provvisti di hardware piu recente come l' Antminer S17: più costoso ma anche piu efficiente. La differenza tra le due macchine è la loro dimensione del chip: mentre l'S9 utilizza chip da 16nm, l'S17 ha chip molto più piccoli che sono 7nm di grandi dimensioni. Questo si traduce in un output rate di hash che è di circa il 300% superiore per l'S17, mentre il consumo di energia è aumentato solo di circa il 50%. Tuttavia, non è solo l’hardware a fare la differenza, è infatti il prezzo dell'elettricità ha contare per piu del 90% delle spese dei miners, questo prezzo varia molto a livello globale. Mentre alcuni minatori hanno accesso all'elettricità a prezzi inferiori a $ 0,025 / kWh, si stima che la maggior parte abbia accesso all'energia a tassi di $ 0,06 / kWh.

Dopo il dimezzamento, i minatori dovranno eccellere in almeno una delle due categorie: utilizzare l'hardware più recente che produce più hashrate per kWh o avere accesso ad energia molto economica. I miners che non riusciranno a soddisfare queste condizioni diventeranno probabilmente non redditizi, il che significa che il loro costo di pareggio per BTC sarà al di sopra dei prezzi di mercato.

Miners Capitulation

In momenti di non redditività, sono molti i miners che accendono e spengono le proprie macchine a seconda della convenienza del periodo storico. Questo processo è in generale senza attriti per i piccoli miners, ma non è così per le attività di estrazione professionale.

Per tali configurazioni possono esserci molteplici ostacoli nell’accendere/spegnere le macchine a seconda della redditivià del momento. Molti contratti infatti si basano su basse tariffe elettriche concordate con i produttori di energia locali in cambio del costante utilizzo di una certa quantità di energia, rendendo di fatto impossibile o non-profittevole scollegarsi. In questo caso, le grosse aziende di mining dovranno necessariamente finanziare le loro operazioni vendendo i Bitcoin accumulati duranti i periodi redditizi per pagare le spese fino a che non torneranno in zona di profitto.

Pertanto, prezzi più bassi di Bitcoin possono effettivamente accelerare le vendite dei miners, proprio perche questi ultimi dovrebbero vendere più del normale per coprire le spese operative. Questo fenomeno può continuare al massimo fino a quando le aziende di mining non esauriscono tutti i Bitcoin accumulati e sono infine costretti a capitolare. Quando questi miners capitolano, l’hashrate diminuirà e con lei anche la difficoltà di mining. Ciò porterà i restanti miners (quelli che sono sopravvissuti al periodo di capitulation e perciò i più efficienti) ad avere margini più alti, in quanto ci sarà competizione minore per i la medesima fetta di BTC producibili in un giorno.

Con questo inizia la parte successiva del ciclo: i BTC appena estratti ora vanno nelle tasche di miners altamente efficienti che hanno bisogno di vendere di meno per coprire le loro spese operative. Ciò si traduce in una minore pressione di vendita esercitata dai miners sul mercato. Se il prezzo reagisce a questa ridotta pressione di vendita e aumenta, ciò creerà un loop positivo per i miners sopravvissuti e consentirà loro di vendere ancora meno (pur coprendo le spese), accelerando il movimento al rialzo dei prezzi. Questi loop potrebbero aver avuto un ruolo significativo nei rialzi dei prezzi dopo i precedenti halving nel 2012 e 2016.

Mentre il comportamento dei miners nei mercati non è certamente l'unica variabile che influenza il prezzo, è importante capire i meccanismi che regolano il fenomeno: bassi prezzi di mercato o dimezzamenti della ricompensa inizialmente aumentano la pressione di vendita, ma poi la riducono fortemente dopo la capitolazione dei miners inefficienti. Pertanto, rimane una domanda: come possiamo identificare questa capitolazione di miners?

Indicatori di miner capitulation

Come indicato sopra, il dimezzamento porterà una nuova ondata di miners alla capitolazione, in particolare quelli che usano hardware più vecchi o hanno un elevato costo dell'elettricità.

Gli indicatori basati sul’hashrate sono stati resi popolari nel 2019 da varie ricerche (Link1, Link2); uno di questi indicatori si chiama “Hash ribbon”. Gli hash ribbon sono una semplice media mobile a 1 e 2 mesi (SMA) del hashrate di Bitcoin. Storicamente, l'acquisto di Bitcoin dopo che il hashrate ha iniziato a riprendersi dopo una capitolazione dei miners (come indicato dalla SMA a 1 mese che si sposta sopra la SMA a 2 mesi) ha prodotto grandi risultati.

Fonte: tradingview.com

 

Dal grafico soprastante si può notare come il recente calo da $10,5k a $4k ha portato alla capitolazione alcuni miners, come indicato anche dagli hash ribbons (pallino grigio del grafico). Un fenomeno molto simile avverà anche dopo l’halving di maggio. Il geniale meccanismo di bilanciamento della difficoltà di Bitcoin (studiato da Satoshi Nakamoto) assicura che i miners restanti saranno ancora redditizi. Pertanto, l’hashrate dovrebbe riprendersi anche dopol’halving, offrendo potenzialmente un'opportunità ai nuovi investitori che desiderano entrare nel mercato del mining.

 


Bitcoin a $1.000.000: Realtà o Finzione?

Il duro compito di predire il prezzo di bitcoin è solitamente lasciato agli indovini o profeti, che grazie all’astrologia riescono a stabilire quale sarà il prezzo di bitcoin nel futuro prossimo o, i più bravi, anche in quello lontano. In quest’ultima categoria troviamo vari Nostradamus che sostengono che il prezzo di un bitcoin possa arrivare a valere persino un milione di dollari. Una nota personalità del settore ha addirittura promesso che avrebbe mangiato una curiosa parte anatomica qualora ciò non si avveri. Ora senza voler entrare a far parte della setta degli indovini, in questo articolo cerchiamo di spiegare quale possa essere un buon metodo per capire quale sia il “total addressable market” di Bitcoin.

 Il “Total Addressable Market” (TAM), è un termine utilizzato per indicare le opportunità di guadagno disponibili per un prodotto o servizio. In altre parole determina il mercato potenziale che un prodotto, asset, o servizio può raggiungere comprandolo con prodotti esistenti nello stesso settore. Per capire quale sia quindi il mercato potenziale di Bitcoin, dobbiamo prima associarlo a un altro asset che abbia delle caratteristiche o delle funzioni simili alla prima criptovaluta creata. Ovviamente l’asset di riferimento per Bitcoin è: l’oro!
Questa scelta non è casuale. Satoshi Nakamoto ha progettato Bitcoin avendo tra gli scopi quello di simulare le proprietà dell'oro. Questa intenzione viene messa in evidenza nel white paper del 2008:

The steady addition of a constant of amount of new coins is analogous to gold miners expending resources to add gold to circulation. In our case, it is CPU time and electricity that is expended.

(L’aggiunta costante di nuove monete è analoga ai minatori d'oro che spendono risorse per estrarre oro alla circolazione. Nel nostro caso, vengono spesi tempo della CPU e elettricità.)

 Se prendiamo in considerazione la capitalizzazione di mercato dell’oro, che ammonta a più o meno $7000 miliardi, possiamo presupporre che anche bitcoin un giorno possa arrivare introno a cifre simili. Per capirci meglio, se bitcoin riuscisse ad avere una capitalizzazione simile a quella del metallo giallo il suo prezzo sarebbe intorno a $350.000 (ipotizzando 20 milioni di bitcoin in circolazione). Queste stime chiaramente sembrano fantascienza, tuttavia considerare esclusivamente la capitalizzazione dell’oro al valore attuale implica che l’oro non possa incrementare il suo valore di mercato. E in seguito alle recenti decisioni delle banche centrali, questa supposizione è alquanto ingenua.

Secondo Mr. Qiao Wang, angel investor e co-founder della piattaforma Messari, se si prendono in considerazione le politiche monetarie espansive in corso su tutto il globo, la capitalizzazione di mercato dell’oro potrebbe facilmente aumentare (secondo Wang, potrebbe addirittura triplicare!). Questo porterebbe il valore dell’oro a più di $20.000 miliardi, aumentando di conseguenza il TAM di Bitcoin. Se la criptovaluta dovesse raggiungere questo obbiettivo, il suo prezzo arriverebbe effettivamente a $1 milione di dollari (ipotizzando 95% di bitcoin circolanti).

Questa considerazione non significa che Bitcoin raggiungerà queste cifre nel breve o nel lungo termine ma semplicemente vuole ricordare che il TAM non è un valore fisso ma dinamico che tiene conto anche delle politiche monetarie e altri fenomeni macroeconomici.

Inoltre se mai bitcoin dovesse raggiungere quei valori, potrebbe essere a causa della forte svalutazione a cui potrebbero andare incontro le valute tradizionali. Per far fronte al coronavirus, le banche centrali (di tutto il mondo) stanno ricorrendo a delle misure estreme che comportano un’ iniezione di liquidità senza precedenti. Negli Stati Uniti, la banca centrale statunitense ha ridotto i tassi di interesse alla fascia tra lo 0% e lo 0,25%, mentre i requisiti di riserva per le banche commerciali sono ridotti allo 0%. Nel frattempo, la Banca centrale europea ha dichiarato che offrirà alle banche prestiti a un tasso negativo del 0,75%, mentre la Banca del Giappone ha dichiarato che acquisterà fondi negoziati in borsa a un ritmo annuale di circa 12000 miliardi di yen giapponesi (111 miliardi di dollari), il doppio dell'importo che aveva promesso di acquistare fino ad ora, con a riserva 2000 miliardi di yen giapponesi per ulteriori acquisti di attività commerciali e obbligazioni societarie.

Bitcoin è stato creato per contrastare questa follia ed è proprio in questo caos che ambisce di raggiungere il prezioso status di “bene rifugio” al pari dell’oro.

Nel caso estremo in cui dovesse arrivare ad un milione, vorrà dire che il potere di acquisto del dollaro sarà stato quasi completamente distrutto. Quello sarà il momento in cui in molti smetteranno di utilizzare il dollaro come valuta di riferimento per passere a moneta più “dure” come il bitcoin (o meglio, il satoshi) come unità base per i nostri prezzi.

In questo articolo, abbiamo analizzato solo il caso d’uso di Bitcoin come bene rifugio; tuttavia bitcoin ha numerosi altri svariati casi d’uso che potrebbero aiutarlo a raggiungere una fetta di capitalizzazione considerevole. Alcuni possibili scenari possono essere:

  • Bitcoin che si impone come moneta dell’internet in E-commerce e marketplace grazie a miglioramenti del protocollo come Lightning Network e altre Sidechain.
  • Bitcoin concede la possibilità a chiunque abbia uno smartphone e una connessione internet di partecipare al mondo finanziario globale. Al mondo ci sono più di 2 miliardi di persone senza identità bancaria che, di conseguenza, restano esclusi dall'economia globale. Bitcoin rappresenterebbe un incredibile strumento di libertà e inclusione finanziaria per queste persone.
  • Bitcoin è una nuova asset class. Con l’emergere di nuovi strumenti derivati (Futures, Options, e magari nel futuro anche ETF) sempre più istituzioni riescono ad ottenere un esposizione verso questa classe d'investimento fino ad oggi irraggiungibile. Se il prezzo dovesse aumentare sarebbero sempre di più le istituzioni a comprare questo genere di prodotti.

Calcolando il mercato potenziale per ogni caso d’uso, sarà quindi possibile stimare un TAM per Bitcoin. Il TAM è utile per capire quali sono le vere potenzialità di questa tecnologia nel lungo periodo anche se di fatto non vi è alcuna garanzia che Bitcoin riesca a imporsi in tutti i mercati descritti sopra.

 

 

 

 

 


La Guerra al Contante ai Tempi del Coronavirus

Questo articolo prende spunto dall'articolo Cash and Coronavirus del Mises Institute e vuole mettere in evidenza come i governi stiano strumentalizzando il coronavirus per eradicare definitivamente il denaro contante. L’autore dell'articolo è Joseph T. Salerno, professore di Economia alla Pace University di New York.

Prima o poi doveva succedere. I media stanno usando la nuova epidemia di coronavirus per aprire un nuovo fronte sulla guerra al contante, cercando di instillare la paura del denaro contante nel pubblico americano. Emblematiche la parole di Nick Hankoff:

“Il contante è stato per anni l'obiettivo delle élite bancarie e finanziarie. Ora, la pandemia di coronavirus viene utilizzata per forzare il popolo a passare ad una “cashless society”. Ciò significherebbe la morte di ciò che resta della nostra società libera.

E l’allarmismo è fomentato in particolare da canali media mainstream come CBS News e CNN. La strumentalizzazione di fenomeni di larga scala non è certo una novità nel mondo dei media, ma questa volta non si tratta di incitamento all’acquisto o di promuovere un'agenda politica.

La guerra al denaro riguarda l'imposizione di una nuova meta-narrativa. Come spiega l'economista Joseph Salerno, la società senza contanti impone che tutti i pagamenti vengano effettuati attraverso il sistema finanziario digitale gestito dai governi. Tuttavia, il controllo monopolistico sulle transazioni non è la sola minaccia.

Essere vincolati a computer per l’esecuzione delle transazioni finanziarie spalanca la porta alla sorveglianza di massa delle attività personali e alla loro geolocalizzazione. Essere eternamente sulla rete significa tassazione implacabile e tassi di interesse negativi, per i quali la Federal Reserve si sta già preparando.

Nessuna di queste minacce disturba i sostenitori di una società senza contanti. Addirittura nelle ultime settimane abbiamo assistito al diffondersi della narrativa dei germi del coronavirus sulle banconote. Un polemica che rasenta la follia; come se i germi, ovviamente, non possano aggirarsi in tutte le carte di credito e debito, smartphone, bancomat e ogni altro dispositivo alternativo ai contanti."

Un articolo della CBS News descrive come “la rimozione delle banconote" sia stata una delle misure adottate per arginare un focolaio in Corea del Sud, la cui banca centrale ha rimosso tutte le banconote dalla circolazione per due settimane e ne ha persino bruciate alcune.

L'articolo promuove persino la pratica delle banche iraniane, che hanno annunciato che non accetteranno più denaro dai clienti. L'articolo riporta anche che "persino" la Federal Reserve è entrata in azione con un po’ di ritardo, annunciando che le banconote in dollari circolanti in Europa e in Asia verranno messe in quarantena da 7 a 10 giorni come "misura precauzionale".

Un business legato alla CNN ha dato il suo contributo fomentando la paura del contante in un articolo riguardante i risultati di uno studio medico sul denaro che non ha risparmiato al lettore i dettagli rivoltanti - o un avvertimento schiacciante e banale da parte dell’OMS:

"Secondo uno studio del 2017 condotto a New York City, i ricercatori hanno scoperto che sulla superficie del denaro vivono una serie di microorganismi, che vanno dai batteri della bocca a quelli vaginali ai virus simil-influenzali. L'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di lavarsi le mani dopo aver maneggiato i soldi, soprattutto prima di mangiare."

Se è vero che l’utilizzo di valute fisiche (come contante) esponga i propri utenti a rischi sulla condizioni igienica delle stesse, è anche vero che il cosiddetto contante consente un utilizzo anonimo e difficilmente tracciabile ai propri utenti. La libertà finanziaria di poter spendere i frutti del proprio lavoro come meglio si crede è un diritto sacrosanto. Se la narrativa dei governi è quella di voler limitare l’utilizzo del contante per prevenire eventuali germi, sarebbe coerente fornire ai proprio cittadini un’alternativa all’Orwelliano sistema cashless gestito monopolisticamente dagli stessi governi che di fatto non è altro che un sistema di sorveglianza e di controllo di massa.

Fortunatamente, un' alternativa digitale al contante c’è ed è Bitcoin. Sebbene Bitcoin sia tutt’altro che anonimo, infatti tutti i dati registrati dalla rete Bitcoin sono pubblici e consultabili online inclusi indirizzi, transazioni, saldi e molto altro, Bitcoin è ad oggi è  lo strumento di pagamento che più si avvicina al contante.  Bitcoin è di fatto uno strumento “pseudonimo” in cui tutto è trasparente e pubblico ma nulla è cosi immediato da lasciar trasparire le reale identità delle persone che lo utilizzano.

Utilizzare Bitcoin consentirebbe un ottimo compromesso tra privacy personale e sorveglianza di massa. Ognuno di noi potrebbe usare Bitcoin consapevole di utilizzare un’infrastruttura digitale che gli garantisce un’anonimia simile ai contanti, pur garantendo alla istituzioni la possibilità di sorvegliare i movimenti senza necessariamente invadere la privacy degli utenti, specialmente quando non necessario. In caso di utilizzi illeciti, sarà più facile per il regolatore individuare i criminali, per i quali sarà inoltre impossibile insabbiare i movimenti economici data l’immutabilità della blockchain.

Bitcoin ad oggi è l’unica vera alternativa digitale al contante.

 


Bitcoin vs Fiat Money: La Resa Dei Conti Si Avvicina?

Proprio mentre la Banca Centrale europea e la Federal Reserve americana annunciano nel prossimo periodo ingenti iniezioni di nuova liquidità per fronteggiare la crisi economica scatenata dal Coronavirus, ecco che è in dirittura di arrivo il cosiddetto halving di Bitcoin, che vedrà un dimezzamento dell’offerta in circolazione. Un tempismo curioso e singolare che enfatizza, ancora una volta, l’abissale differenza strutturale tra i due sistemi.

Le Banche centrali annunciano imminenti immissioni di nuova moneta

Le Banche centrali mettono in campo le armi di politica monetaria per combattere gli effetti economico-finanziari della diffusione del coronavirus Covid-19. Stando alle ultime notizie e indiscrezioni, la BCE ha annunciato un nuovo Quantitative Easing di dimensioni massicce, pari a circa 750 miliardi di euro di titoli da acquistare. Stesso discorso in USA, dove la Federal Reserve ha appena iniziato un intervento coordinato dei principali istituti centrali per erogare massima liquidità al sistema. La FED,  dopo aver coordinato un taglio dei tassi di interesse, ha poi annunciato un nuovo piano di Quantitative Easing illimitato. Di fatto la banca centrale americana è pronta a sborsare liquidità illimitata per cercare di sostenere l'attuale mercato finanziario americano.

Tradotto in altri termini: vengono stampate nuove ed incredibili quantità di moneta, che si andranno ad aggiungere alla massa monetaria esistente. Il che provocherà, inevitabilmente, un aumento dell’inflazione e una conseguente riduzione del potere di acquisto di Euro (e Dollaro) nelle nostre tasche.

Nell’ecosistema Bitcoin, al contrario, l’inflazione diminuisce progressivamente

Bitcoin è un network peer-to-peer, decentralizzato, senza alcun Ente, Istituto o “Banca Centrale” che emette, gestisce o regola l’immissione di nuove quantità di moneta nel suo ecosistema, i bitcoin appunto. Il protocollo che ne sta alla base prevede una emissione predeterminata regolata un algoritmo pubblico e trasparente. Ci saranno al massimo 21 milioni di bitcoin, estratti in maniera progressiva in quantità fissate ogni circa 10 minuti, con un tasso di inflazione decrescente nel tempo. (https://www.blockchain.com/it/charts/total-bitcoins?timespan=all)

La quantità emessa prevede infatti un dimezzamento ogni 4 anni (il cosiddetto halving), come già succeduto nel 2012 e nel 2016, quando il numero di bitcoin estratti passarono da 50 a 25 prima, e da 25 agli attuali 12,5 poi. Il prossimo dimezzamento avverrà proprio intorno al 12 maggio 2020, quando i nuovi bitcoin “coniati” passeranno a 6,25 unità ogni 10 minuti. I dimezzamenti proseguiranno successivamente ogni 4 anni, fino all’anno 2140 quando verrà estratto l’ultimo satoshi, l’unità più piccola (pari a 0,00000001 btc), fissando il tetto dei 21 milioni in circolazione.

Maggio 2020: la resa dei conti?

Accade così che Maggio 2020 diviene ad essere, per una curiosa coincidenza, un mese quasi simbolico. Proprio nello stesso momento in cui i nostri Euro in tasca sono destinati ancora una volta ad essere sviliti e mortificati a causa di una forte inflazione prodotta artificialmente da alcune decisioni politiche prese a tavolino da poche persone, Bitcoin attua un dimezzamento dell’offerta di nuove unità immesse nel circuito e quindi un dimezzamento dell’inflazione, che passa all’incirca dall’attuale 4% medio degli ultimi anni al circa 2% annuo (si veda prospetto sotto per il dettaglio).

Da un lato abbiamo la moneta “fiat”, o denaro di Stato, emesso e regolato da burocrati con forti interessi privati che persistono nello stampare nuove unità, riducendo ogni volta e sempre più il potere di acquisto dei risparmi dei cittadini. Dall’altro lato abbiamo Bitcoin che, incentrato su un network in cui le politiche economiche sono pubbliche, trasparenti e (pressochè) immutabili, sottrae a chiunque la possibilità di modificare o alterare le regole stabilite dalla community per ottenere un qualsiasi vantaggio personale o di parte.

Ancora una volta le differenze tra le due monete Euro e Bitcoin, nate una in contrapposizione dell’altra, si dimostrano abissali e, per un curioso scherzo del destino, il mese di maggio 2020 potrebbe essere ricordato come una sorta di resa dei conti, o passaggio di testimone, tra le due tecnologie che, di fronte ad una emergenza globale, si trovano ad attuare “soluzioni” diametralmente opposte.

E voi, quale delle due ritenete la più sicura e affidabile?

 

 

Scritto da Valerio Dalla Costa

 


Bitcoin e l’Instabilità dell’Economia Globale

Se consideriamo il periodo storico dopo il 2015, è scioccante vedere le tendenze di crescita che ha ottenuto il prezzo di Bitcoin durante i periodi di instabilità economica globale. Questo articolo analizza il ruolo di Bitcoin durante numerosi eventi macroeconomici di scala globale.

Beni rifugio

Sono molti gli investitori che vogliono capire se Bitcoin possa effettivamente proteggere il loro portafoglio in tempi di incertezza economica. In questo articolo, cerchiamo di aiutarvi a rispondere a questa domanda partendo da alcuni recenti fenomeni economici internazionali.

I beni rifugio (o asset difensivi) sono asset che sono in grado di proteggere con maggiore probabilità gli investimenti durante periodi di incertezza economica perche scorrelati dall’andamento del mercato finanziario tradizionale. La domanda per questo genere di asset è chiaramente molto elevata durante periodi di crisi o incertezza economica, durante i quali è difficile prevedere l’andamento del mercato azionario e obbligazionario. In altre parole, durante la crescita economica, un investitore è più propenso ad investire in modo aggressivo sui mercati finanziari tradizionali; durante una recessione, quando la conservazione dei suoi fondi diventa l'obiettivo principale, un investitore sarà più conservatore e andrà molto spesso a investire in beni rifugio. Gli asset difensivi tradizionali includono: l'oro, il settore immobiliare, le valute nazionali, e recentemente anche Bitcoin e criptovalute.

Che tipo di investimento è Bitcoin?

Gli analisti del fondo Americano Grayscale hanno identificato tre proprietà principali del bitcoin che loro estremamente appetibile per gli investitori:

  • La conservazione del valore. Il bitcoin ha un valore riconoscibile, principalmente grazie alla sua scarsità (limite massimo di 21 milioni di bitcoin), così come beni reali come l'oro.
  • Bitcoin ha usi reali per il pagamento di beni o servizi. Bitcoin è accettato per il pagamento da oltre 100.000 aziende in tutto il mondo, molte delle quali Fortune 500 Companies. Inoltre, bitcoin può essere scambiato facilmente con praticamente tutte le valute legali significative, rendendolo un mezzo di scambio universale molto liquido.
  • L’incredibile potenziale di crescita nel lungo periodo. Molti investitori si aspettano una crescita esponenziale del valore di Bitcoin dovuto sia alla sua scarsità intrinseca, sia all'aumento del numero di aziende che utilizzano blockchain e cripto per gestire la struttura aziendale, i contratti e le finanze. Questa adozione porterà ad un aumento del prezzo del bitcoin, che a sua volta stimolerà la domanda facendolo aumentare maggiormente.

Grexit (aprile-luglio 2015)

Il 27 gennaio 2015, il leader del partito Syriza, Alexis Tsipras, ha annunciato la formazione di un nuovo governo che causò molte speculazioni sul possibile ritiro della Grecia dall'Eurozona. Nei mesi seguenti l'inadempienza sul debito greco sembrava inevitabile. Forse l'evento più interessante di questo periodo è stata la decisione annunciata il 28 giugno 2015 dal governo greco di chiudere le banche statali e introdurre un rigido controllo sul movimento di capitali. Queste restrizioni rimasero valide per tre settimane. È proprio durante questo periodo che avvenne il primo serio interesse in Bitcoin come asset difensivo non controllato dallo stato. Il 13 luglio 2015 è stato raggiunto un accordo per evitare il possibile Grexit. Nel periodo precedente all'accordo, Bitcoin è diventato l'asset più redditizio sul mercato, ottenendo un rendimento del 28%. 

Crollo del mercato azionario cinese (agosto 2015-dicembre 2016)

Il 10 agosto 2015, la Banca popolare cinese ha annunciato cambiamenti significativi nella sua politica monetaria che crearono una forte preoccupazione sullo stato di salute della seconda economia mondiale, portando turbolenze nel mercato azionario locale. Nel tentativo di stimolare la crescita attraverso le esportazioni, i politici cinesi abbassarono il tasso base dello yuan rispetto al dollaro USA dell'1,9%. Nell'agosto 2015, fu registrato il più forte deprezzamento in 20 anni del Renminbi (la moneta locale cinese) rispetto al dollaro USA. La reazione degli investitori non tardò ad arrivare e iniziò una massiccia vendita di titoli cinesi a favore di asset difensivi. Dal giorno dell'annuncio della banca centrale fino all'inizio dell'inversione nel mercato cinese (20 gennaio 2016), il bitcoin ha mostrato il più alto aumento dei prezzi, mentre altri asset hanno perso in media oltre il 10% e per i tradizionali asset a basso rischio i prezzi sono aumentati di non più del 6,6%.

Brexit (giugno-dicembre 2016)

Il 24 giugno 2016, scoppia il panico nei mercati finanziari a causa della decisione del Regno Unito di ritirarsi dall'Unione Europea. Gli investitori corsero al riparo comprando asset difensivi tra cui obbligazioni, oro e yen. In un solo giorno, il 24 giugno, dei tradizionali asset difensivi, l'oro ha mostrato la maggiore crescita (l'indice COMEX è aumentato del 4,7%), ma il prezzo del bitcoin è aumentato di oltre il 7%. La perdita media su altri asset è stata del 2,1%.

Elezioni presidenziali statunitensi (settembre-dicembre 2016)

Nelle settimane a ridosso delle elezioni presidenziali, i mercati finanziari sono diventati sempre più insicuri. Se fosse stato eletto Donald Trump, gli investitori si sarebbero aspettati un aumento delle tensioni geopolitiche e del protezionismo commerciale. Pertanto, di conseguenza, iniziarono a ridurre gli asset “rischiosi” nei loro portafogli. Allo stesso tempo, grazie alla politica di Quantitative Easing, il dollaro continuò a rafforzarsi. Da settembre 2016 alla fine delle elezioni del 10 novembre, i principali titoli e indici finanziari "affondarono" del 3,5% in media mentre il tasso di cambio Bitcoin crebbe del 17%.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti (maggio-dicembre 2019)

Sebbene le tensioni tra Stati Uniti e Cina siano iniziate nel 2018, il momento peggiore è arrivato solo nel secondo trimestre del 2019, dopo che Donald Trump ha aumentato significativamente i dazi doganali sui beni cinesi importati negli Stati Uniti. In risposta, la Cina ha introdotto misure simili per i prodotti provenienti dagli Stati Uniti. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, l’intensificarsi della battaglia commerciale avrebbe influenzato negativamente sul mercato finanziario globale, distruggendo molte catene di approvvigionamento e rallentendo la crescita economica globale, almeno nel 2019. Inoltre, l'aumento dei prezzi delle materie prime in entrambi i paesi avrebbe portato a livelli di consumo interno più bassi. La fase più intensa della "guerra commerciale" è arrivata a maggio. Il costo del bitcoin durante questo periodo è aumentato del 47%, mentre gli asset difensivi tradizionali sono aumentati solo l'1-2% del prezzo.

Eliminazione del generale Kassem Suleimani da Washington (gennaio 2020)

Il 3 gennaio 2020, Washington è riuscita a eliminare il generale Kassem Suleimani, comandante dell'unità delle forze speciali d'élite Al-Quds del Corpo islamico delle guardie rivoluzionarie (IRGC). Come già sperimentato più volte, in seguito a un'ondata di incertezza politica il bitcoin si è comportato come una classica risorsa difensiva ed è cresciuto di oltre il 4%.

Conclusione

Sebbene questa raccolta di esempi potrebbe essere troppo piccola per etichettare con assoluta certezza Bitcoin come un bene rifugio, è evidente che questi dati siano tutt’altro che casuali e che la domanda per un bene scarso e resiste ad ogni tipo di censura come Bitcoin piò aumentare sensibilmente durante periodi di instabilità economica. Forse con la crescita della capitalizzazione di mercato delle criptovalute e una conseguente diminuzione della volatilità, saranno sempre di più i grandi investitori a prestare attenzione a Bitcoin, l'oro digitale.

 

 


Bitcoin Dormienti: Quanti Sono e Come Calcolarli.

Cosa sono gli UTXO

Gli UTXO di Bitcoin, in inglese Unspent Transaction Outputs, sono output di transazione non spesi. Il modo più semplice per capire gli UTXO è immaginare un coin come una banconota da 5 euro. Se acquisti una bibita per 2 euro e spendi la tua banconota da 5 euro, dovresti ricevere 3 euro di resto. Non hai più la banconota da 5 euro, i 2 euro che hai dato al venditore di bibite sono il tuo contributo, e ora ti rimane un resto di 3 euro pari al tuo UTXO. La blockchain di Bitcoin non fa altro che tenere sempre traccia di chi ha accesso a tutti gli UTXO nel network.

Tieni a mente che non tutte le criptovalute o blockchain utilizzano questo modello basato sugli UTXO, ma sono molte quello che lo fanno; questo era infatti il meccanismo scelto da Satoshi per Bitcoin e molte blockchain sono basate direttamente dal codice di Bitcoin. Altre blockchain, come per esempio Ethereum, utilizzano un sistema basato su conti (account) simile al tuo conto corrente bancario tradizionale.

Capire gli UTXO

L'analisi UTXO è preziosa per coloro che desiderano trovare modelli e tendenze nell'utilizzo della blockchain. Analizzando i pattern delle UTXO di Bitcoin, Litecoin, Dash e Bitcoin Cash è possibilie dedurre interessanti caratteristiche sull’attuale stato di utilizzo di ciascuna blockchain. Questo tipo di informazioni potrebbe fornire agli operatori una visione delle fluttuazioni del mercato e altre informazioni che potrebbero offrire loro un vantaggio. Gli UTXO offrono un modo unico di esaminare le criptovalute che semplicemente non possono essere fatte con altre risorse.Informazioni come l'età delle UTXO, il totale delle UTXO spesi e di quelli creati possono fornire una visione privilegiata del comportamento degli utenti di criptovaluta.

Hodl Waves

Uno degli studi più recenti su UTXO è stato condotto da Unchained Capital e intitolato Hodl Wave in quanto studia l '"età" degli UTXO Bitcoin. Ciò significa sostanzialmente classificare i Bitcoin in base alla loro età intesa come ultimo utilizzo (e non dalla loro creazione tramite mining). Unchained Capital ha scoperto che ci sono state diverse "Hodl Waves" durante la storia di Bitcoin. Un Hodl Wave è un'epoca in cui la maggior parte degli investitori ha accumulato Bitcoin senza spenderli. Secondo lo studio storicamente ci sono stati almeno 3 se non 4 di tali periodi di accumulo di massa, periodi in cui la rete ha registrato un grande aumento di UTXO, la cui maggior parte non si è ancora mossa da allora. I dati mostrano che molti di questi “hodler” sta ancora accumulando più Bitcoin.

Secondo la ricerca, i dati sugli UTXO mostrano che 4 milioni di Bitcoin non si sono mossi negli ultimi 5 anni, contrariamente sono circa mezzo milione i Bitcoin che si spostano ogni sette giorni circa. Su BitInfoChart è possibile consultare il quantitativo di Bitcoin dormiente per un particolare intervallo di tempo. Per esempio negli ultimi due anni sono un’incredibile ammontare di quasi 8 milioni di BTC ($69 miliardi al prezzo corrente) che non si sono mossi dal massimo storico di Dicembre 2017. Questo tipo di dati potrebbe mostrare la differenza nel comportamento di trader e hodler.

L'analisi UTXO è un modo davvero unico per analizzare i dati della blockchain studiando i dettagli dell'immutabile contabilità per ottenere informazioni non normalmente disponibili per altri investimenti. Questo tipo di informazioni giocherà un ruolo enorme per i trader e gli investitori che vogliono conoscere le tendenze del mercato. Resta da vedere se e come Coinjoin, o altri metodi per prevenire l'analisi della blockchain, avranno un impatto su queste metriche.

 

 


Bitcoin e adozione di massa: come stanno attualmente le cose?

“Quanto tempo manca all’arrivo della tanto famigerata mass adoption” risulta ancora oggi una delle domande più ricorrenti all’interno della cripto-community. La risposta è tutt’altro che semplice e scontata, di certo impossibile da trattare in modo esaustivo in un articolo. Proviamo comunque nella difficile impresa di dare una risposta a questa domanda avanzando qualche considerazione.

Cosa si intende per mass adoption?

Si potrebbe affermare che per “adozione di massa” di una tecnologia si tenda ad indicare il momento in cui una tecnologia entra nell’uso comune delle persone e che venga pertanto accettata e ritenuta trasversalmente come affidabile e sicura. In altre parole, che diventi uno standard.

Qualche esempio del passato potrebbero essere gli sportelli automatici. Oggi si può lecitamente affermare che i bancomat abbiamo raggiunto la mass adoption, dato che tutti noi oggi utilizziamo questo strumento per prelevare o depositare soldi in diverse località, anche all’estero. E riteniamo sicura ed affidabile questa tecnologia. Ma qualcuno sa forse che il primo sportello automatico fu installato a Enfield (UK) il 27 giugno 1967 presso la banca Barclays? O che in Italia il primo compare nel lontano 1974 a Milano presso la Banca Popolare di Novara? (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Sportello_automatico). Ci sono volute decine di anni!

Altro esempio, forse più calzante in tema Bitcoin, è internet, oggi uno standard mondiale. Il protocollo che oggi utlizziamo, il protocollo TCP/IP v.4, è datato 1984. Ma internet ha conosciuto una vera adozione di massa potremmo dire solo a partire dagli anni 2000: è da lì che i PC sono entrati nelle case della maggior parte delle persone. Oggi Internet non ha pressochè alcun competitor in grado di scalzarlo perlomeno nel medio termine.

I possibili parametri da seguire per capire se Bitcoin sta raggiungendo la mass adoption

Non ci sono dati e indici in grado di dimostrare in modo chiaro e oggettivo che Bitcoin stia o no per raggiungere una adozione di massa. A maggior ragione per una novità assoluta e potenzialmente rivoluzionaria nel panorama mondiale, essendo nata solo il 03 gennaio 2009, con solo 11 anni di vita. Ci sono tuttavia alcuni possibili indicatori da tenere in considerazione.

Sicuramente l’Hash Rate, che sta segnando nuovi record: significa che sempre più risorse e potenza di calcolo vengono messi a supporto della Blockchain, aumentandone la sicurezza e l’affidabilità dell’infrastruttura. Oppure il numero di indirizzi attivi di Bitcoin, oppure il numero di scambi giornalieri, oggi verso i massimi di sempre. Un altro fattore da considerare è ad esempio il numero di Bitcoin ATM o BTM in circolazione. Negli ultimi due anni gli sportelli in cui è possibile cambiare FIAT conto Bitcoin è aumentato notevolmente, passando le 6000 unità il Dicembre scorso.

Molti ritengono poi erroneamente che il prezzo sia l’unico parametro attendibile (capitalizzazione di mercato), e quindi arrivano alla conclusione che, essendo all’incirca stazionario da quasi 2 anni a questa parte, il “percorso di crescita” di Bitcoin si sia fermato. Ma il prezzo non riflette altro che il volume della domanda e dell’offerta su piattaforme ed exchange. Non è riferito a scambi tra privati e quindi legato ad una maggiore adozione della tecnologia. Ma soprattutto è pesantemente influenzato dalle attività di trading in tutto il mondo, che sulla volatilità del prezzo speculano ogni giorno.

E allora, cosa ci dicono questi indici?

Al tempo. Prima di concludere, è doveroso precisare almeno altre due questioni.

  1. Bitcoin è sempre più visto, perlomeno in questa fase storica, più come oro digitale (riserva di valore) piuttosto che come mezzo di scambio. Non conviene, per i possessori di questa criptovaluta, spendere giornalmente btc: in tasca infatti abbiamo l’euro, moneta soggetta intrinsecamente a continua perdita di valore di acquisto dovuta all’inflazione tipica del denaro fiat. Prima di pagare in bitcoin, conviene a tutti spendere queste!
  2. La tecnologia sta vedendo in questi anni un gran numero di ricerche, sperimentazioni, studi, proposte, miglioramenti e upgrade atti a portare Bitcoin verso una maggiore efficienza, scalabilità, privacy, sicurezza e facilità d’uso per tutti gli utenti. Progetti già in fase avanzata come i layer 2 (ad esempio Lightning Network) oppure proposte per prossimi soft fork come Taproot, MAST o Schnorr Signature sono tuttora in corso, e richiedono il tempo necessario per poter essere implementate in modo serio ed affidabile.

Quanto tempo manca all’arrivo della tanto famigerata mass adoption?

Alla luce di queste considerazioni, la conclusione che possiamo azzardare è che… non è dato saperlo! Risulta impossibile avanzare tempistiche attendibili, tantomeno non avendo neppure la certezza che questa tecnologia raggiunga una vera adozione di massa. Ci sono del resto troppe variabili per fare previsioni, alcune di queste neanche troppo attendibili. Ma del resto crediamo che la questione non è neanche troppo rilevante.

Quel che è rilevante, e che è certo, è che Bitcoin ha già raggiunto ad oggi risultati incredibile e inimmaginabili. Ha costretto le persone a riflettere sul concetto di moneta, di economia, di privacy finanziaria, di libertà. Bitcoin mostra che può esistere una seria alternativa al sistema economico e finanziario attuale, rimettendo in discussione certezze che prima davamo tutti per scontato, aprendo un dibattito a livello mondiale sul mondo che vogliamo. La mass adoption, se arriverà, sarà soltanto la ciliegina sulla torta di questo affascinante percorso.

 

Scritto da Valerio Dalla Costa