Questo articolo prende spunto dall’articolo Cash and Coronavirus del Mises Institute e vuole mettere in evidenza come i governi stiano strumentalizzando il coronavirus per eradicare definitivamente il denaro contante. L’autore dell’articolo è Joseph T. Salerno, professore di Economia alla Pace University di New York.

Prima o poi doveva succedere. I media stanno usando la nuova epidemia di coronavirus per aprire un nuovo fronte sulla guerra al contante, cercando di instillare la paura del denaro contante nel pubblico americano. Emblematiche la parole di Nick Hankoff:

“Il contante è stato per anni l’obiettivo delle élite bancarie e finanziarie. Ora, la pandemia di coronavirus viene utilizzata per forzare il popolo a passare ad una “cashless society”. Ciò significherebbe la morte di ciò che resta della nostra società libera.

E l’allarmismo è fomentato in particolare da canali media mainstream come CBS News e CNN. La strumentalizzazione di fenomeni di larga scala non è certo una novità nel mondo dei media, ma questa volta non si tratta di incitamento all’acquisto o di promuovere un’agenda politica.

La guerra al denaro riguarda l’imposizione di una nuova meta-narrativa. Come spiega l’economista Joseph Salerno, la società senza contanti impone che tutti i pagamenti vengano effettuati attraverso il sistema finanziario digitale gestito dai governi. Tuttavia, il controllo monopolistico sulle transazioni non è la sola minaccia.

Essere vincolati a computer per l’esecuzione delle transazioni finanziarie spalanca la porta alla sorveglianza di massa delle attività personali e alla loro geolocalizzazione. Essere eternamente sulla rete significa tassazione implacabile e tassi di interesse negativi, per i quali la Federal Reserve si sta già preparando.

Nessuna di queste minacce disturba i sostenitori di una società senza contanti. Addirittura nelle ultime settimane abbiamo assistito al diffondersi della narrativa dei germi del coronavirus sulle banconote. Un polemica che rasenta la follia; come se i germi, ovviamente, non possano aggirarsi in tutte le carte di credito e debito, smartphone, bancomat e ogni altro dispositivo alternativo ai contanti.”

Un articolo della CBS News descrive come “la rimozione delle banconote” sia stata una delle misure adottate per arginare un focolaio in Corea del Sud, la cui banca centrale ha rimosso tutte le banconote dalla circolazione per due settimane e ne ha persino bruciate alcune.

L’articolo promuove persino la pratica delle banche iraniane, che hanno annunciato che non accetteranno più denaro dai clienti. L’articolo riporta anche che “persino” la Federal Reserve è entrata in azione con un po’ di ritardo, annunciando che le banconote in dollari circolanti in Europa e in Asia verranno messe in quarantena da 7 a 10 giorni come “misura precauzionale”.

Un business legato alla CNN ha dato il suo contributo fomentando la paura del contante in un articolo riguardante i risultati di uno studio medico sul denaro che non ha risparmiato al lettore i dettagli rivoltanti – o un avvertimento schiacciante e banale da parte dell’OMS:

“Secondo uno studio del 2017 condotto a New York City, i ricercatori hanno scoperto che sulla superficie del denaro vivono una serie di microorganismi, che vanno dai batteri della bocca a quelli vaginali ai virus simil-influenzali. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di lavarsi le mani dopo aver maneggiato i soldi, soprattutto prima di mangiare.”

Se è vero che l’utilizzo di valute fisiche (come contante) esponga i propri utenti a rischi sulla condizioni igienica delle stesse, è anche vero che il cosiddetto contante consente un utilizzo anonimo e difficilmente tracciabile ai propri utenti. La libertà finanziaria di poter spendere i frutti del proprio lavoro come meglio si crede è un diritto sacrosanto. Se la narrativa dei governi è quella di voler limitare l’utilizzo del contante per prevenire eventuali germi, sarebbe coerente fornire ai proprio cittadini un’alternativa all’Orwelliano sistema cashless gestito monopolisticamente dagli stessi governi che di fatto non è altro che un sistema di sorveglianza e di controllo di massa.

Fortunatamente, un’ alternativa digitale al contante c’è ed è Bitcoin. Sebbene Bitcoin sia tutt’altro che anonimo, infatti tutti i dati registrati dalla rete Bitcoin sono pubblici e consultabili online inclusi indirizzi, transazioni, saldi e molto altro, Bitcoin è ad oggi è  lo strumento di pagamento che più si avvicina al contante.  Bitcoin è di fatto uno strumento “pseudonimo” in cui tutto è trasparente e pubblico ma nulla è cosi immediato da lasciar trasparire le reale identità delle persone che lo utilizzano.

Utilizzare Bitcoin consentirebbe un ottimo compromesso tra privacy personale e sorveglianza di massa. Ognuno di noi potrebbe usare Bitcoin consapevole di utilizzare un’infrastruttura digitale che gli garantisce un’anonimia simile ai contanti, pur garantendo alla istituzioni la possibilità di sorvegliare i movimenti senza necessariamente invadere la privacy degli utenti, specialmente quando non necessario. In caso di utilizzi illeciti, sarà più facile per il regolatore individuare i criminali, per i quali sarà inoltre impossibile insabbiare i movimenti economici data l’immutabilità della blockchain.

Bitcoin ad oggi è l’unica vera alternativa digitale al contante.