Proprio mentre la Banca Centrale europea e la Federal Reserve americana annunciano nel prossimo periodo ingenti iniezioni di nuova liquidità per fronteggiare la crisi economica scatenata dal Coronavirus, ecco che è in dirittura di arrivo il cosiddetto halving di Bitcoin, che vedrà un dimezzamento dell’offerta in circolazione. Un tempismo curioso e singolare che enfatizza, ancora una volta, l’abissale differenza strutturale tra i due sistemi.

Le Banche centrali annunciano imminenti immissioni di nuova moneta

Le Banche centrali mettono in campo le armi di politica monetaria per combattere gli effetti economico-finanziari della diffusione del coronavirus Covid-19. Stando alle ultime notizie e indiscrezioni, la BCE ha annunciato un nuovo Quantitative Easing di dimensioni massicce, pari a circa 750 miliardi di euro di titoli da acquistare. Stesso discorso in USA, dove la Federal Reserve ha appena iniziato un intervento coordinato dei principali istituti centrali per erogare massima liquidità al sistema. La FED,  dopo aver coordinato un taglio dei tassi di interesse, ha poi annunciato un nuovo piano di Quantitative Easing illimitato. Di fatto la banca centrale americana è pronta a sborsare liquidità illimitata per cercare di sostenere l’attuale mercato finanziario americano.

Tradotto in altri termini: vengono stampate nuove ed incredibili quantità di moneta, che si andranno ad aggiungere alla massa monetaria esistente. Il che provocherà, inevitabilmente, un aumento dell’inflazione e una conseguente riduzione del potere di acquisto di Euro (e Dollaro) nelle nostre tasche.

Nell’ecosistema Bitcoin, al contrario, l’inflazione diminuisce progressivamente

Bitcoin è un network peer-to-peer, decentralizzato, senza alcun Ente, Istituto o “Banca Centrale” che emette, gestisce o regola l’immissione di nuove quantità di moneta nel suo ecosistema, i bitcoin appunto. Il protocollo che ne sta alla base prevede una emissione predeterminata regolata un algoritmo pubblico e trasparente. Ci saranno al massimo 21 milioni di bitcoin, estratti in maniera progressiva in quantità fissate ogni circa 10 minuti, con un tasso di inflazione decrescente nel tempo. (https://www.blockchain.com/it/charts/total-bitcoins?timespan=all)

La quantità emessa prevede infatti un dimezzamento ogni 4 anni (il cosiddetto halving), come già succeduto nel 2012 e nel 2016, quando il numero di bitcoin estratti passarono da 50 a 25 prima, e da 25 agli attuali 12,5 poi. Il prossimo dimezzamento avverrà proprio intorno al 12 maggio 2020, quando i nuovi bitcoin “coniati” passeranno a 6,25 unità ogni 10 minuti. I dimezzamenti proseguiranno successivamente ogni 4 anni, fino all’anno 2140 quando verrà estratto l’ultimo satoshi, l’unità più piccola (pari a 0,00000001 btc), fissando il tetto dei 21 milioni in circolazione.

Maggio 2020: la resa dei conti?

Accade così che Maggio 2020 diviene ad essere, per una curiosa coincidenza, un mese quasi simbolico. Proprio nello stesso momento in cui i nostri Euro in tasca sono destinati ancora una volta ad essere sviliti e mortificati a causa di una forte inflazione prodotta artificialmente da alcune decisioni politiche prese a tavolino da poche persone, Bitcoin attua un dimezzamento dell’offerta di nuove unità immesse nel circuito e quindi un dimezzamento dell’inflazione, che passa all’incirca dall’attuale 4% medio degli ultimi anni al circa 2% annuo (si veda prospetto sotto per il dettaglio).

Da un lato abbiamo la moneta “fiat”, o denaro di Stato, emesso e regolato da burocrati con forti interessi privati che persistono nello stampare nuove unità, riducendo ogni volta e sempre più il potere di acquisto dei risparmi dei cittadini. Dall’altro lato abbiamo Bitcoin che, incentrato su un network in cui le politiche economiche sono pubbliche, trasparenti e (pressochè) immutabili, sottrae a chiunque la possibilità di modificare o alterare le regole stabilite dalla community per ottenere un qualsiasi vantaggio personale o di parte.

Ancora una volta le differenze tra le due monete Euro e Bitcoin, nate una in contrapposizione dell’altra, si dimostrano abissali e, per un curioso scherzo del destino, il mese di maggio 2020 potrebbe essere ricordato come una sorta di resa dei conti, o passaggio di testimone, tra le due tecnologie che, di fronte ad una emergenza globale, si trovano ad attuare “soluzioni” diametralmente opposte.

E voi, quale delle due ritenete la più sicura e affidabile?

 

 

Scritto da Valerio Dalla Costa