“Quanto tempo manca all’arrivo della tanto famigerata mass adoption” risulta ancora oggi una delle domande più ricorrenti all’interno della cripto-community. La risposta è tutt’altro che semplice e scontata, di certo impossibile da trattare in modo esaustivo in un articolo. Proviamo comunque nella difficile impresa di dare una risposta a questa domanda avanzando qualche considerazione.

Cosa si intende per mass adoption?

Si potrebbe affermare che per “adozione di massa” di una tecnologia si tenda ad indicare il momento in cui una tecnologia entra nell’uso comune delle persone e che venga pertanto accettata e ritenuta trasversalmente come affidabile e sicura. In altre parole, che diventi uno standard.

Qualche esempio del passato potrebbero essere gli sportelli automatici. Oggi si può lecitamente affermare che i bancomat abbiamo raggiunto la mass adoption, dato che tutti noi oggi utilizziamo questo strumento per prelevare o depositare soldi in diverse località, anche all’estero. E riteniamo sicura ed affidabile questa tecnologia. Ma qualcuno sa forse che il primo sportello automatico fu installato a Enfield (UK) il 27 giugno 1967 presso la banca Barclays? O che in Italia il primo compare nel lontano 1974 a Milano presso la Banca Popolare di Novara? (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Sportello_automatico). Ci sono volute decine di anni!

Altro esempio, forse più calzante in tema Bitcoin, è internet, oggi uno standard mondiale. Il protocollo che oggi utlizziamo, il protocollo TCP/IP v.4, è datato 1984. Ma internet ha conosciuto una vera adozione di massa potremmo dire solo a partire dagli anni 2000: è da lì che i PC sono entrati nelle case della maggior parte delle persone. Oggi Internet non ha pressochè alcun competitor in grado di scalzarlo perlomeno nel medio termine.

I possibili parametri da seguire per capire se Bitcoin sta raggiungendo la mass adoption

Non ci sono dati e indici in grado di dimostrare in modo chiaro e oggettivo che Bitcoin stia o no per raggiungere una adozione di massa. A maggior ragione per una novità assoluta e potenzialmente rivoluzionaria nel panorama mondiale, essendo nata solo il 03 gennaio 2009, con solo 11 anni di vita. Ci sono tuttavia alcuni possibili indicatori da tenere in considerazione.

Sicuramente l’Hash Rate, che sta segnando nuovi record: significa che sempre più risorse e potenza di calcolo vengono messi a supporto della Blockchain, aumentandone la sicurezza e l’affidabilità dell’infrastruttura. Oppure il numero di indirizzi attivi di Bitcoin, oppure il numero di scambi giornalieri, oggi verso i massimi di sempre. Un altro fattore da considerare è ad esempio il numero di Bitcoin ATM o BTM in circolazione. Negli ultimi due anni gli sportelli in cui è possibile cambiare FIAT conto Bitcoin è aumentato notevolmente, passando le 6000 unità il Dicembre scorso.

Molti ritengono poi erroneamente che il prezzo sia l’unico parametro attendibile (capitalizzazione di mercato), e quindi arrivano alla conclusione che, essendo all’incirca stazionario da quasi 2 anni a questa parte, il “percorso di crescita” di Bitcoin si sia fermato. Ma il prezzo non riflette altro che il volume della domanda e dell’offerta su piattaforme ed exchange. Non è riferito a scambi tra privati e quindi legato ad una maggiore adozione della tecnologia. Ma soprattutto è pesantemente influenzato dalle attività di trading in tutto il mondo, che sulla volatilità del prezzo speculano ogni giorno.

E allora, cosa ci dicono questi indici?

Al tempo. Prima di concludere, è doveroso precisare almeno altre due questioni.

  1. Bitcoin è sempre più visto, perlomeno in questa fase storica, più come oro digitale (riserva di valore) piuttosto che come mezzo di scambio. Non conviene, per i possessori di questa criptovaluta, spendere giornalmente btc: in tasca infatti abbiamo l’euro, moneta soggetta intrinsecamente a continua perdita di valore di acquisto dovuta all’inflazione tipica del denaro fiat. Prima di pagare in bitcoin, conviene a tutti spendere queste!
  2. La tecnologia sta vedendo in questi anni un gran numero di ricerche, sperimentazioni, studi, proposte, miglioramenti e upgrade atti a portare Bitcoin verso una maggiore efficienza, scalabilità, privacy, sicurezza e facilità d’uso per tutti gli utenti. Progetti già in fase avanzata come i layer 2 (ad esempio Lightning Network) oppure proposte per prossimi soft fork come Taproot, MAST o Schnorr Signature sono tuttora in corso, e richiedono il tempo necessario per poter essere implementate in modo serio ed affidabile.

Quanto tempo manca all’arrivo della tanto famigerata mass adoption?

Alla luce di queste considerazioni, la conclusione che possiamo azzardare è che… non è dato saperlo! Risulta impossibile avanzare tempistiche attendibili, tantomeno non avendo neppure la certezza che questa tecnologia raggiunga una vera adozione di massa. Ci sono del resto troppe variabili per fare previsioni, alcune di queste neanche troppo attendibili. Ma del resto crediamo che la questione non è neanche troppo rilevante.

Quel che è rilevante, e che è certo, è che Bitcoin ha già raggiunto ad oggi risultati incredibile e inimmaginabili. Ha costretto le persone a riflettere sul concetto di moneta, di economia, di privacy finanziaria, di libertà. Bitcoin mostra che può esistere una seria alternativa al sistema economico e finanziario attuale, rimettendo in discussione certezze che prima davamo tutti per scontato, aprendo un dibattito a livello mondiale sul mondo che vogliamo. La mass adoption, se arriverà, sarà soltanto la ciliegina sulla torta di questo affascinante percorso.

 

Scritto da Valerio Dalla Costa