Sono sempre più numerose le analisi che indicano una possibile prossima implosione del nostro attuale sistema finanziario. Da ultimo, un report del Fondo Monetario Internazionale, preoccupato dal recente Quantitative Easing. Ma cosa c’entra Bitcoin con tutto questo?

Il Fondo Monetario Internazionale si mostra seriamente preoccupato

Il sistema finanziario attuale ha un futuro tutt’altro che roseo. Sono ormai sempre più frequenti i campanelli d’allarme suonati dalle istituzioni interessante. Da ultimo si è aggiunto uno dei principali attori e massimi istituti internazionali: il Fondo Monetario Internazionale, composto da 189 Paesi di tutto il mondo. Nel suo report “Global Financial Stability Report” vengono infatti illustrate, tra le altre cose, vi siano in circolazione ben 15mila miliardi di dollari di obbligazioni statali e societarie a tassi negativi, oltre alla presenza di “circa 19mila miliardi di dollari di debito aziendale a rischi default in caso di choc economico”.

In particolare, nel report viene sostenuto come, con l’ennesimo Quantitative Easing intrapreso dalle banche centrali negli ultimi mesi per contrastare il rallentamento delle economie, si stanno forzando le aziende ad indebitarsi maggiormente, ma con una capacità di solvenza da parte delle stesse sempre più debole. In caso quindi di rallentamento dell’economia, le conseguenze potrebbero portare – con buona probabilità – a “livelli simili a quello visto al picco della crisi finanziaria globale”.

Come possiamo difenderci da tutti questi rischi?

All’interno di questo fragile e sempre più preoccupante scenario non vi era, del resto, alcuna alternativa. Un’impresa, un risparmiatore o un semplice cittadino non potevano fare altro che stare all’interno del circuito “imposto dall’alto” e senza possibilità di scelta, assistere impotenti dalla finestra alle manovre decise a tavolino da poche figure decisionali (peraltro raramente elette o addirittura sconosciute) e sperare che i propri risparmi, tra una crisi e l’altra, non perdessero il proprio potere di acquisto.

Ora un’alternativa c’è. Da circa 10 anni, esiste un protocollo che è al tempo stesso Moneta e Sistema di pagamento. Che non dipende da nessun Ente centrale, ma da un algoritmo pubblico e trasparente. Che non è soggetto a manovre scellerate o arbitrarie di qualche individuo. Che non può essere inflazionato. Che ha una massa monetaria prevedibile nel tempo. Che non richiede permessi, iscrizioni o dati personali di nessun tipo per partecipare alla comunità degli adopters. E che non ha conflitti di interesse.

Questo protocollo si chiama Bitcoin. E rappresenta, finalmente, un’alternativa all’attuale sistema finanziario.

Il treno Bitcoin si trova all’inizio del suo viaggio

Bitcoin è completamente scorrelato da quelle che accade nel mondo finanziario attuale. Non vi sono attualmente indici o parametri che siano in grado di dimostrare la correlazione diretta tra uno e l’altro. Un po’ come se i due sistemi fossero treni che corrono lungo due binari diversi, senza mai intersecarsi uno con l’altro. Quel che è certo è che la direzione verso cui stiamo puntando attualmente non promette affatto bene, e già nel recente passato abbiamo già dovuto – pur senza averne alcune colpa – affrontare e subire forti crisi e shock economici.

La direzione intrapresa da Bitcoin, invece, seppur ancora incerta nel medio-lungo periodo, appare in ogni caso promettente e dalle enormi potenzialità. Inutile ricordare come siamo davanti a qualcosa di unico, innovativo, rivoluzionario e disruptive: un’occasione troppo ghiotta per iniziare a slegarsi da una finanza sempre più complessa, manipolata, corruttibile e troppo spesso fuori controllo.

Il treno Bitcoin ha iniziato da poco il suo viaggio. Attualmente è in fase di rodaggio e di perfezionamento di tutti i suoi ingranaggi, sta oliando i suoi meccanismi e rendendo sempre più confortevoli i suoi vagoni per tutti i passeggeri presenti e futuri. Non potrebbe essere il momento giusto per salire alla prossima fermata?

 

 

Scritto da Valerio Dalla Costa