Bitcoin la competitività del mining

Tra le più di 2000 criptovalute esistenti ad oggi, Bitcoin è la più longeva e la valuta digitale con la capitalizzazione ampiamente più alta tra tutte. È infatti coerente dire che tutte le altre criptovalute abbiano acquisito popolarità grazia alla diffusione di Bitcoin e che, senza di esso, difficilmente oggi assisteremmo a un mercato così articolato.

La storia di Bitcoin è stata già ampiamente trattata nella prima edizione del Coin Store Magazine e ha visto il suo valore avere crescere da $300 nel 2015 a quasi $20’000 nel Dicembre 2017 per poi toccare i $3500 a Gennaio 2019 e rivalutarsi fino ai $9600 di oggi.

Una delle sfaccettature peculiari dell’ecosistema Bitcoin è il mining: il processo tramite il quale vengono validati i blocchi di transazioni e emessi nuovi bitcoin. Il processo di mining era un tempo relativamente semplice e lineare, ma con la diffusione di Bitcoin come mezzo di pagamento e riserva di valore, il mining di Bitcoin è diventato a tutti gli effetti una vera e propria industria. Oggi minare Bitcoin è un processo complesso che richiede un livello di dedizione sempre più elevata: costi di energia sempre maggiore, necessità di aggiornare gli hardware periodicamente etc…

L’intensità della competizione nell’industria del mining di Bitcoin ha raggiunto i massimi storici tanto che ad oggi è molto difficile per i nuovi miners creare profitto. Per questo motivo sono state create le mining pool, che hanno l’obiettivo di agevolare l’ingresso di nuovi miners. Tuttavia, le stesse pool per offrire il servizio richiedono il pagamento di una commissione che effettivamente riduce il profitto dei miners. Per mantenere una alta profittabilità alcune pool cambiano periodicamente criptovalute: quando minare bitcoin diventa, sulla carta, meno profittevole di minare, per esempio, Ethereum, spostano la loro potenza computazionale sulla nuova blockchain e minano la valuta digitale in questione. Tuttavia, negli ultimi trimestri è diventato sempre più difficile trovare una criptovaluta che sapesse offrire ritorni maggiori di Bitcoin.

Minare Bitcoin è ancora profittevole?

Minare Bitcoin è ancora ampiamente profittevole se si riescono a controllare alcune costi critici.

Il primo costo da controllare è il costo iniziale: per poter minare bitcoin occorre avere una macchina performante e non è sempre semplice trovarla sul mercato in quanto la domanda per queste macchine è molto alta e tendono ad andare a ruba molto velocemente. L’acquisto di un ASIC di ultima generazione può arrivare anche a $3000 e può garantire una longevità di oltre 24 mesi ad ottimi regimi.

Il secondo costo da tenere in considerazione è quello dell’energia. Al costo fisso iniziale dell’hardware va aggiunto un costo variabile che è quello dell’energia consumata dalla macchina stessa. I costi dell’energia variano molto in base alla posizione geografica e alla facilità con cui si accede all’energia. Tramite i nostri servizi di mining, offriamo un costo di 0,12 €/Kwh che è ampiamente inferiore alla media europea di €0,20 rendendolo uno dei pochi servizi di mining profittevoli in Europa.

Minare Bitcoin è ancora profittevole se si riescono a controllare queste due variabili. Il team di Coin Society può aiutarvi a sviluppare il vostro impianto mining di proprietà che vi garantirà una rendita periodica per tutta la durata della macchina. Il servizio non ha vincoli e il cliente rimarrà l’unico proprietario dell’apparecchiatura. Il cliente potrà perciò interrompere l’erogazione del servizio in qualsiasi momento e rientrare in possesso della propria macchina. Il nostro team affianca i clienti nella decisione del migliore hardware, nella spedizione, hosting e nella gestione delle macchine presso il datacenter svedese e infine nell’erogazione della rendita periodica (bi-settimanale o mensile) verso il cliente.

Scopri di più sui nostri servizi di mining nella sezione dedicata del nostro sito o tramite l’articolo dedicato sul blog.