Secondo quanto riportato da Bloomberg, più di meta delle banche globali si troverebbero già in una posizione di scarsa solidità finanziaria e sarebbero totalmente impreparate nel caso di una recessione. A lanciare l’allarme è la prestigiosa società di consulenza strategica Americana McKinsey.

Più di metà delle banche globali sarebbero economicamente in pericolo nel caso di una recessione economica, ha lanciare l’allarme è l’americana McKinsey & Company, riconosciuta come una delle più prestigiose società di consulenza strategica. McKinsey ha evidenziato come la maggior parte delle banche non riesca ad ottenere ricavi sufficienti a sostenere l’aumento dei costi.

Nel Report pubblicato qualche giorno fa, McKinsey identifica l’attuale ciclo economico bancario come “Late-Cycle”, un momento tardivo del ciclo vitale bancario nel quale le istituzioni che vogliono sopravvivere devono intraprendere mosse audaci per vincere la forte concorrenza.

Nell’ultimo decennio il sistema bancario ha infatti assistito ad una forte ondata di innovazione proveniente principalmente dall’avvento del Fintech e allo sviluppo di criptovalute come Bitcoin ed Ethereum.
L’innovazione ha portato servizi unici, innovativi e quasi sempre a costi infinitamente più bassi dei vecchi concorrenti. Le nuove società Fintech hanno guidato la digitalizzazione dei processi bancari e hanno fornito un’esperienza mai vista prima nel settore surclassando le banche tradizionali per convenienza e facilità d’uso.

Secondo la fonte, le banche tradizionali investono meno della 35% in ricerche IT per finanziare la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative che portino un valore aggiunto per i propri clienti. Al contrario, il dato per le nuove imprese Fintech si aggira intorno al 70%. Inoltre, le nuove compagnie tendono a svilupparsi intorno a quelle aree che creano più ritorno per l’istituzione stessa. Questo fattore non è certo passato inosservato ai grandi investitori; infatti, sono sempre di più le E-Banks che nell’arco di pochi trimestri hanno raggiunto quotazioni astronomiche mentre durante lo stesso arco di tempo le vecchie istituzioni hanno registrato perdite significative. Solo dall’inizio del 2019, la svalutazione registrata delle maggiori banche globali ha raggiunto valori tra il -15% e il -20%. Secondo McKinsey una tale svalutazione sarebbe dovuta al fatto che gli investitori abbiano anticipato una forte decrescita dei ricavi generati dalle stesse banche.

Le banche hanno a lungo goduto di un monopolio incontrastato basato sulla riserva frazionaria che se non intrapreso con diligenza potrebbe rivelarsi estremamente vulnerabile in situazioni di anomalie economiche. A pagarne le spese saranno come sempre i clienti, i quali, tuttavia, negli ultimi dieci anni non hanno nemmeno goduto degli interessi derivanti dai loro depositi. I tassi d’interesse nell’ultimo decennio sono sempre stati pressoché nulli e nel 2019 hanno raggiunto addirittura valori negativi.

È difficile per un cittadino medio comprendere a pieno i rischi dell’attuale sistema bancario anche se sembra ormai chiaro che il sistema sia in qualche modo viziato in maniera inesorabile. La fiducia per le istituzioni bancarie (soprattutto da parte delle nuove generazioni) è probabilmente ai minimi storici e non è un caso che il 2019 abbia registrato un enorme aumento del valore di beni rifugio come Bitcoin e Oro.