Mentre da un lato continuano le notizie di ritrovamenti di barre e lingotti di oro falsi, dall’altro il sistema Bitcoin, da molti considerato come il nuovo “oro digitale”, mantiene intatta la sua sicurezza e inviolabilità. Il tutto all’insegna della trasparenza.

Non è tutto oro quel che luccica

L’oro viene accettato e riconosciuto da secoli e secoli in tutto il mondo grazie ad alcune proprietà quasi uniche rispetto ad altri asset: tra tutte, la sua scarsità, il fatto di essere accettato e riconosciuto in ogni parte del mondo, oppure la difficoltà nel produrre falsificazioni. Il che fa sì che oggi venga riconosciuto da molti come un bene rifugio e un’ottima riserva di valore contro, ad esempio, la svalutazione delle monete fiat. Nelle ultime settimane sono state tuttavia confermate e riscontrate diverse notizie di ritrovamenti e denunce di lingotti falsi, tra cui circa un migliaio di barre da 1 kg fasulle scoperte nel caveau di JPMorgan, una delle più grandi banche d’affari del pianeta. E non si esclude che possano essere anche di più. I lingotti d’oro falsi non sono a dire il vero una novità. In passato si spacciavano blocchi di metallo più economico placcati in oro. Le recenti notizie parlano invece di modalità di contraffazione relativamente nuove, e più difficili da riconoscere: l’oro delle barre sembrerebbe sì reale, confermando una purezza molto elevata. Ma i segni che portano sono chiaramente falsi.

Bitcoin è il nuovo “oro digitale”?

Spesso Bitcoin viene definito da una buona parte della community come il nuovo “oro digitale”. In realtà, Bitcoin non solo è finito come risorsa (verranno estratti al massimo solamente 21 milioni di unità). Ma non è nemmeno falsificabile per design. O meglio, è stato progettato per essere (quasi) impossibile da falsificare. Tutte le unità vengano coniate secondo una precisa curva deterministica regolata da un algoritmo pubblico che permette di verificare con assoluta trasparenza la provenienza di ogni singolo bitcoin. Non solo: possiamo anche stabilire quanti bitcoin sono in circolo – fino all’ultimo “satoshi”, l’unità più piccola di bitcoin – quanti bitcoin erano stati coniati in passato in qualunque data, e perfino prevedere, con buona precisione, quanti ce ne saranno in una data futura. Il meccanismo della Blockchain, del resto, nasce proprio con l’obiettivo di rendere impossibile una “doppia spesa” (double spending) di uno stesso bitcoin, risolvendo il problema del consenso distribuito nel Network. La sicurezza del sistema Bitcoin si fonda proprio sul tentativo di rendere non solo improbabile, ma anche economicamente svantaggiosa, un’eventuale falsificazione di bitcoin. Stando poi agli ultimi valori di hash rate raggiunti di recente, tentare di raggirare il Network diventa un’ operazione sempre più impraticabile e costosa. A questo punto, è obbiettivo affermare che Bitcoin è meno falsificabile dell’oro stesso.


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Scritto da Valerio Dalla Costa