Continua il trend crescente dell’indice di Hash rate, che raggiunge in questi giorni un valore di 99 EH/s, avvicinandosi sempre più all’incredibile valore di 100 EH/s. Segnali sempre più incoraggianti per la sicurezza e la solidità della Blockchain Bitcoin.

Che cos’è l’Hash rate?

Il Mining rappresenta il “cuore pulsante” della Blockchain. Si tratta di una sorta di competizione per stabilire chi è il primo minatore in grado di trovare la soluzione ad un problema matematico (Proof of Work) che risolva l’ultimo blocco di transazioni. L’Hash rate non è altro che un indice della potenza complessiva di calcolo che i miners mettono a disposizione per riuscire a inserire nuovi blocchi all’interno della blockchain e aggiudicandosi così dei bitcoin nuovi di zecca. Una maggiore potenza di calcolo coincide con una più alta probabilità di risolvere un blocco e quindi di guadagno.

Un Hash rate alto indica una crescita di investimenti nell’infrastruttura Bitcoin

Il punto è che la difficoltà nel risolvere questo problema matematico non è sempre uguale, ma viene regolato dall’algoritmo di mining ogni circa 2 settimane (per essere precisi ogni 2.016 blocchi) sulla base proprio dell’Hash rate del network. L’algoritmo di mining è progettato per calibrare la difficoltà del problema matematico in modo tale da mantenere la frequenza di produzione media di blocchi ogni 10 minuti di tempo. Di conseguenza, se aumentano il numero di miner, per mantenere costante la produzione di blocchi ogni 10 minuti non resta che innalzare la difficoltà del problema da risolvere (difficulty).

https://bitcoinwisdom.com/bitcoin/difficulty

L’Hash rate è pertanto direttamente correlato alla difficoltà del problema. Il valore toccato nei giorni scorsi, pari a ben 99 EH/s (circa 1.000.000.000.000.000.000 di calcoli hash ogni secondo!) indica pertanto come il Network di Bitcoin possa oggi contare, a supporto della propria infrastruttura, una potenza di calcolo mai avuta prima.

Bitcoin alla massima potenza

Questo fatto rappresenta una grande notizia per la sicurezza e solidità della Blockchain. Una competizione tra  miners sempre più accesa e serrata, a colpi di investimenti e ricerche in nuovi software sempre più potenti e performanti, ha il vantaggio infatti di rendere sempre più improbabile un tentativo di attacco al Network (il famoso “51% attack”, già avvenuto su altre criptovalute minori).
Un ipotetico malintenzionato, sia esso uno Stato, una grande azienda o anche un famigerato consorzio di grandi imperi finanziari, troverebbe ormai sempre meno conveniente provare ad intraprendere un’azione truffaldina per “scardinare” il sistema in quanto economicamente sconveniente. Inoltre Bitcoin è protetto da una solida Teoria dei Giochi. Essendo la ricompensa per la risoluzione di un blocco in bitcoin, attaccare il Network sarebbe completamente improduttivo in quanto causerebbe una perdita di valore del token rendendo di fatto l’attacco non profittevole.

 

Scritto da Valerio Dalla Costa