La correlazione tra il valore in dollari delle principali criptovalute fluttua costantemente a causa di fattori come: l’irrazionalità del mercato, strettamente collegato al cosiddetto “herding effect”, e il fenomeno del co-movimento.

Herding effect” si riferisce a un fenomeno finanziario particolarmente evidente a partire dalla crisi del 2008 che rappresenta la tendenza di un individuo di replicare le azioni di un gruppo più ampio di investitori, indipendentemente dal fatto che tali scelte siano razionali o meno.

Il fenomeno del co-movimento si riferisce alla particolare correlazione che è attualmente presente tra le diverse criptovalute. È infatti usuale che il valore di diverse criptovalute compia movimenti sincronizzati in positivo o in negativo, sintomo di una forte correlazione tra diversi asset.

Prendendo spunto dall’ultimo report pubblicato l’11 Aprile 2019 dal famoso exchange Binance, in questo articolo presentiamo 3 caratteristiche peculiari del mercato della criptovalute che possono aiutare ad avere una maggiore comprensione dell’intero mercato.

1. I punti di svolta del mercato e la ciclicità della correlazione

Il grafico sottostante presenta la correlazione media (espressa in USD) tra tutte le criptovalute, escluse ovviamente le stablecoins.

Come si evince dal grafico, quando la correlazione tra queste valute raggiunge valori positivi elevati (da 0.8 a1.0), si può notare che Bitcoin tenda ad invertire il proprio trend, o a quanto meno interrompere il trend precedente.

Questo lascerebbe presumere a una fine del trend ribassista incontrato durante il 2018.

Nella tabella sottostante sono presentati i periodi di tempo nei quali il mercato delle criptovalute ha raggiunto un livello di correlazione superiore a 0.8

Dal 2014, questi periodi di alta correlazione sono durati in media 39 giorni. L’attuale ciclo di alta correlazione è iniziato il 15 dicembre 2018 ed è terminato il 14 marzo 2019, per una durata di 90 giorni, il più lungo periodo di correlazione durante la storia delle criptovalute.

2. Altissima porzione di investitori privati

Secondo i dati pubblicati da cryptofundresearch.com, sono circa 700 i fondi di investimento istituzionali dedicati al mercato delle criptovalute per un totale di asset inferiore ai 10 miliardi di dollari.

Ipotizzando che tali fondi di investimento posseggano solamente Bitcoin, i loro asset conterebbero solo per il 14% del valore totale del mercato di Bitcoin. Ipotizzando invece anche una porzione di altcoin nel loro portafoglio, la quota del mercato imputabile controllata da investitori istituzionali potrebbe scendere al di sotto del 7%.

La stima del 7% per la quota di mercato imputabile ad una partecipazione istituzionale sarebbe pari a un tredicesimo rispetto alla quota di partecipazione istituzionale nel mercato azionario americano.

Investigando tra i mercati finanziari tradizionali, l’unica struttura che in qualche modo richiama alla composizione del mercato della criptovalute è il mercato azionario cinese. Per quest’ultimo, nel 2017, il numero di account legati ad investitori privati consisteva nel 99,8% del totale, possedendo più del 40% del valore di mercato e rappresentando circa l’80% del volume di scambio.

Un’altra analogia tra il mercato delle criptovalute e il mercato azionario cinese è l’altissimo rendimento del mercato.

Come si evince dal grafico sottostante, i mercati dominati da una forte presenza di investitori privati (come il mercato cripto e il mercato azionario cinese) tendono ad avere un tasso di rendimento maggiore (calcolato come volume annuale diviso dal totale di contratti azionari).

Il rendimento annuale del mercato delle criptovalute (calcolato coi volumi aggiustati presenti sul database coinmarketcap.comammonta a 2150% fino al 2018, 6 volte più alto del rendimento azionario americano e 3 volte superiori al rendimento azionario cinese.

Questo dato indica inoltre che gli investitori del mercato delle criptovalute (Calderòn 2018) sono mossi maggiormente da informazioni e news, e contemporaneamente detengono posizioni per un periodo di tempo inferiore rispetto ai mercati azionari.

In termini generali, gli investitori privati sono molto più inclini a sviluppare sentimenti estremamente confidenti o estremamente pessimistici come reazione agli spostamenti del mercato. Tale approccio porta potenzialmente a un volume di scambi più elevato e a prezzi più volatili, come già evidenziato da alcuni studi (Kent Daniel and David Hirshleifer 2015).

Tuttavia il mercato è ancora troppo giovane per trarre delle conclusioni sul comportamento degli investitori in criptovalute. Infatti, in un mercato ancora in fase embrionale, gli investitori in criptovalute appaiono molto attivi e attendisti verso i nuovi sviluppi del mercato. Tenendo anche conto che i singoli investitori giocano un ruolo centrale nel successo dell’intero mercato e sono quindi incentivati a fare sentire la propria voce anche se solamente tramite dinamiche di prezzo.

3. HODL-ing: una caratteristica unica del mercato crypto.

Durante fasi discesiste del mercato, diversamente da quanto accade in altri mercati dominati dal sentimento, piuttosto che liquidare l’intero portafoglio, molti investitori in criptovalute preferiscono fare “HODL” nonostante la prolungata discesa dei prezzi.

Fun factHODL deriva da “Hold”, letteralmente “detenere”, è un termine che si riferisce alla detenzione prolungata di un asset indipendentemente dal suo andamento di mercato poiché si è consapevoli che nel lungo periodo il prezzo tenderà a salire in maniera smisurata.

Il termine nasce in maniera del tutto casuale nel 2013 in un post di Bitcoin Forum in cui un utente dichiarava “I AM HODLING” in riferimento a un periodo di mercato particolarmente sfavorevole. Il termine HODL è diventato col tempo uno slogan della cultura cripto che si riferisce a quella volontà di non guardare ai movimenti del mercato nel breve termine, ma che invece mira alla forte accumulazione di cripto valute anche in periodi ribassisti nell’ottica di un forte rendimento nel lungo periodo.

Il fenomeno di “HODL” può essere osservato dal “realized cap” introdotto da Antoine Le Calvez e Nic Carter, spesso riferito anche come “UTXO (Unspent Transaction Output) market cap”.

Il grafico 4 mostra come gli investitori crypto tendano appunto a fare HODL durante i periodi di mercato ribassista.

Questo atteggiamento può essere confermato anche dalla ricerca di Calderòn (2018), la quale dimostra un maggiore “herding effect” durante periodi di bull market (aumento dei prezzi) e una maggiore inclinazione all’HODL durante periodi di bear market (discesa dei prezzi).

Infine, l’effetto di spostamenti di prezzo sulle principali criptovalute (Bitcoin ed Ethereum) si ripercuote sul resto del mercato principalmente poiché la maggior parte delle altcoins vengono scambiate solamente con altre coppie di criptovalute (che nella maggior parte dei casi sono BTC ed ETH); questo fenomeno, in aggiunta al già citato “herding effect”, corrispondono perciò a una tendenza di:

  • Estremo ottimismo di mercato che tende ad incrementare il prezzo di tutte le criptovalute (incluse quelle che non hanno una chiara utilità o valore).
  • Estremo pessimismo di mercato che spesso tende a far decrescere significativamente il prezzo di tutte le criptovalute (incluse quelle con chiara utilità e valore).

A differenza del mercato finanziario tradizionale nel quale si può notare un’elevata presenza istituzionale e un livello di sofisticatezza più accentuato grazie alla presenza di numerosi strumenti derivati, il mercato delle criptovalute è un mercato molto più suscettibile che ha dovuto affrontare problemi come:

  • Sistemi regolatori incompleti
  • Asimmetria informativa
  • Arbitraggio

Queste peculiarità si traducono in un mercato delle criptovalute molto più dinamico e repentino nei cambi di prezzo rispetto ai mercati azionari, rendendolo difficilmente prevedibile con precisione. Ciò a dimostrazione del fatto che l’ herding effect non è da imputare solamente al comportamento dei singoli investitori, ma che derivi anche da un mercato ancora molto giovane con infrastrutture in via di sviluppo.

Tuttavia, durante il 2018, nonostante la costante discesa del mercato, abbiamo notato un crescente interesse da parte di istituzioni e media verso il mercato delle criptovalute.

Il mercato sta vivendo un momento di veloce maturazione che ha già attratto nuovi investitori ed inizia a godere del supporto di governi e istituzioni. Lo sviluppo di regolamentazioni chiare, l’aumento di dati e di informazioni attendibili, la riduzione delle frizioni di usabilità stanno già portando a una scoperta più razionale del valore dell’intero mercato.

Nella tabella sottostante sono riassunti i progressi significativi degli ultimi quadrimestri. Dal lancio di molti prodotti finanziari che ampliano l’orizzonte del mercato fino allo sviluppo di chiari schemi legali, il mercato delle criptovalute sta maturando ad estrema velocità.

Bibliografia: